LUBRIANO – I militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Lubriano (VT), nell’ambito dei servizi finalizzati alla tutela del territorio e alla prevenzione degli illeciti ambientali, in località “Casa Cola”, in Comune di Civitella d’Agliano, hanno accertato la violazione di norme in materia di Codice dei beni culturali e del paesaggio.L’attività ha portato alla scoperta di un taglio di utilizzazione forestale eseguito su una superficie di circa due ettari e mezzo di proprietà privata costituita da bosco ceduo di specie quercina di età elevata, definito ceduo “invecchiato” secondo il dettato della normativa della Regione Lazio che tutela i beni e le aree sottoposte a vincolo paesistico, dove per ceduo “invecchiato” si intendono quei boschi che non sono stati più utilizzati per un lungo periodo di anni, quantificato a seconda della specie vegetale, e lasciati al loro decorso naturale.I Carabinieri Forestali, intervenendo prontamente, hanno attivato le indagini sia di natura documentale che soprattutto tecnica, eseguendo rilievi sul posto, conclusesi con l’identificazione dei due soggetti a vario titolo coinvolti e alla loro conseguente denuncia a piede libero all’Autorità Giudiziaria di Viterbo per il reato di “opere eseguite in assenza di autorizzazione paesaggistica in aree tutelate per legge”, in violazione degli artt. 146 e 181 del D. Lgs. 42/2004.I Carabinieri Forestali evidenziano l’importanza della tutela del patrimonio ambientale e paesaggistico, con particolare riferimento alla salvaguardia delle superfici boscate. I boschi, infatti,rivestono un ruolo cruciale per la stabilità idrogeologica del territorio, la conservazione della biodiversità e la mitigazione dei cambiamenti climatici. In questo contesto, assume particolare rilevanza la duplice valenza paesaggistica e ambientale del ‘ceduo invecchiato’, una tipologia forestale tutelata dalla Legge e dal relativo Regolamento Forestale della Regione Lazio per il suo alto valore ecologico e per la sua fondamentale funzione di prevenzione e contrasto al dissesto idrogeologico.I presunti responsabili del reato, in caso di condanna rischiano l’arresto fino a due anni e l’ammenda da 15.493,00 € a 51.645,00 € ai sensi dell’art. 181 del D. Lgs. 42/2004

