(Adnkronos) – Una nuova pista sul caso Garlasco che vedrebbe coinvolto nell’omicidio di Chiara Poggi ancora Andrea Sempio e farebbe riferimento a pressioni sulle indagini e depistaggi. E’ quella che spunta dall’esposto, con più audio allegati, depositato oggi, giovedì 23 aprile, alla Procura di Milano.
Del materiale sonoro aveva parlato, in più occasioni, la criminologa Roberta Bruzzone ospite in diverse trasmissioni tv dedicate al caso. Oggi lo studio legale Gasperini Fabrizi ha formalmente depositato all’attenzione della Procura generale di Milano “i contenuti audio relativi a condotte suscettibili di assumere rilievo nell’ambito della nuova indagine” sul delitto del 13 agosto 2007.
“Il deposito è stato accompagnato da una articolata ricostruzione, finalizzata a contestualizzare il significato dei suddetti materiali e a definirne la possibile rilevanza”. Gli audio fanno riferimento a conversazioni carpite quest’anno e si riferirebbero a una presunta pista alternativa che coinvolge più persone (tra cui Andrea Sempio, indagato con l’assassino Alberto Stasi per l’omicidio in concorso) e uno scenario alternativo che coinvolge più persone e uno scenario alternativo (legato allo spaccio di droga) rispetto alla verità giudiziaria. Da quanto trapela, in alcune registrazioni, una persona farebbe riferimento a presunte pressioni esercitate nel tentativo di deviare le indagini.
L’esposto con gli audio allegati potrebbe aprire un nuovo fronte di indagine nella già complessa vicenda che riguarda l’omicidio di Chiara Poggi. I contenuti, che sono nelle mani della procuratrice generale di Milano Francesca Nanni, saranno presto valutati poiché è la Procura generale a occuparsi di vigilare sull’operato delle procure del Distretto, area che comprende anche Pavia, procura competente nell’indagine su Andrea Sempio.
Se le conversazioni contenessero ipotesi di reato la Procura generale dovrebbe trasmettere gli atti alla procura competente, cioè quella dove si è compiuto l’ipotetico reato, poiché non ha tra i suoi compiti quelli di indagine. Tra gli strumenti processuali attraverso il quale la Procura Generale garantisce l’osservanza delle leggi e la corretta amministrazione della giustizia c’è, invece, l’avocazione che interviene nei casi in cui l’inchiesta è rallentata o inquinata.
Intanto domani il procuratore di Pavia Fabio Napoleone sarà alla Procura generale di Milano per un incontro urgente. Da fonti nulla trapela su quale sarà il centro del confronto (chiesto prima della notizia dell’esposto con audio su un presunto depistaggio depositato oggi), due le ipotesi più probabili: discutere dell’imminente chiusura dell’indagine riaperta a inizio 2025 oppure affrontare il tema della revisione.
Per il delitto del 13 agosto del 2007 è stato condannato a 16 anni di carcere l’allora fidanzato della vittima, Alberto Stasi per un delitto che, per la Cassazione, ha un solo autore. Un giudizio passato in giudicato che rende impossibile escluderlo dalla scena del crimine senza una revisione del processo su cui si dovrà esprimere con un parere la procura generale di Milano guidata da Francesca Nanni e su cui eventualmente deciderà la Corte d’Appello di Brescia.

