COVERCIANO – Nelle ultime ore, specialmente in Italia, è rimbalzata fortemente la suggestione dell’Italia comunque ripescata ai Mondiali al posto dell’Iran, per vicende di carattere nettamente più rilevante rispetto al mero universo calcistico.
Una suggestione che l’inviato di Trump, Paolo Zampolli, avrebbe rilanciato. Ma interrogato nelle ultime ore sulle effettive possibilità, il presidente degli Stati Uniti ha risposto in maniera sostanzialmente inequivocabile: “L’Italia al posto dell’Iran ai Mondiali? Non ci penso troppo… E’ una domanda interessante… Stanno pensando di rimpiazzare l’Iran? Non vogliamo penalizzare gli atleti”.
Trump è sempre stato chiaro. Mai mescolare conflitto all’evento sportivo iridato. E’ pronto ad accogliere la nazionale iraniana. Ma c’è un aspetto che, a dispetto di sogni e credenze popolari tricolori, va messo in primo piano: decide la Fifa e le norme parlano chiaro, se dovesse saltar l’Iran il posto spetterebbe comunque ad un’altra realtà della Confederazione asiatica, in questo caso chi ha chiuso in terza piazza i gironi di qualificazione, gli Emirati Arabi Uniti.
Tra l’altro, anche le istituzioni politiche calcistiche tricolori, hanno chiuso le porte. Spiccano le espressioni di Buonfiglio, il presidente del CONI, che senza giri di parole del ripescaggio proprio non ne vuol sapere, si sentirebbe offeso; in tinta unita con le esternazioni del ministro dello sport Abodi, che spiega come non sia minimamente possibile tantomeno opportuno. Insomma, chi ancora sogna deve ricredersi. E naturalmente, giusto così.

