ROMA – Oltre 288 milioni di euro di investimenti complessivi, piu’ di 200 milioni gia’ attivati tra PNC e CIS, circa 100 milioni di interventi gia’ avviati sul territorio, 15 milioni per l’ex ospedale civile di Rieti, 9,5 milioni aggiuntivi per opere gia’ in corso, 3,5 milioni per il biodistretto e un impianto complessivo che si innesta anche sulle risorse del POR FESR 2021-2027: sono questi i numeri del Piano strategico di sviluppo socioeconomico del Cratere laziale presentato oggi dalla Regione Lazio per il rilancio delle aree del reatino colpite dal sisma del 2016. Il programma riguarda 15 comuni del cratere sismico e si sviluppa su un’architettura integrata che unisce cammini e ciclovie, biodistretto, universita’, rilancio del Terminillo, housing sociale, digitalizzazione e contrasto allo spopolamento, con interventi gia’ avviati su infrastrutture leggere, connettivita’, ricerca e filiere produttive locali. “Dobbiamo essere piu’ audaci nella speranza e continuare a lavorare senza ideologizzare, con risposte fatte di fatti, programmazione e impegni finanziari reali”.
Cosi’ il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e’ intervenuto alla presentazione del Piano strategico di sviluppo socioeconomico del Cratere Laziale, ribadendo la necessita’ di dare risposte concrete ai territori colpiti dal sisma del 2016. Rocca ha sottolineato come uno degli errori piu’ grandi del passato sia stato quello di non costruire un dialogo chiaro con le comunita’ locali. “Quando si creano aspettative che poi non vengono mantenute, si generano frustrazione, rabbia, risentimento, distacco e disaffezione. Si sposta la speranza. Invece bisogna dire con chiarezza quello che si puo’ fare e farlo davvero”.
Per il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, il piano rappresenta un punto di svolta: “La ricostruzione non puo’ fermarsi agli edifici, ma deve creare le condizioni perche’ le comunita’ restino e si rafforzino”. Castelli ha evidenziato anche “il grande clima di collaborazione con la Regione Lazio” e il rafforzamento degli strumenti per sviluppo e infrastrutture. L’assessore ai Lavori pubblici e ricostruzione Manuela Rinaldi ha spiegato che il piano e’ gia’ operativo: “Abbiamo circa 100 milioni di euro di attivita’ gia’ partite che accompagnano la ricostruzione fisica dei territori”. E ancora: “E’ un piano molto ambizioso, che puo’ essere migliorato nel tempo, perche’ i territori cambiano e possono esprimere nuove esigenze”.
Rinaldi ha sottolineato anche il ruolo dell’universita’: “Stiamo lavorando con gli atenei per attivare nuovi corsi e ricerca, che porteranno nuova imprenditoria e sviluppo”. L’assessore allo Sviluppo economico Roberta Angelilli ha insistito sul metodo: “Il punto centrale e’ la programmazione concertata con i territori, con i sindaci e con le parti sociali”. E ancora: “La Zona Logistica Semplificata e’ uno strumento concreto per attrarre investimenti”, insieme allo sportello unico: “Un unico punto di accesso, una sola procedura, una sola autorizzazione: e’ un cambio di paradigma per la semplificazione”.
L’assessore all’Agricoltura Giancarlo Righini ha sottolineato la scelta sulle aree interne: “Abbiamo destinato quasi il 40% delle risorse ai piccoli Comuni sotto i 5.000 abitanti, con contributi semplici per le manutenzioni”. E ancora: “Sono risorse che aiutano i sindaci e sostengono imprese locali, artigiani e professionisti”. Righini ha evidenziato anche la leva economica: “Agricoltura, turismo ed enogastronomia sono asset fondamentali per queste aree”. Sul fronte culturale, l’assessore Simona Renata Baldassarre ha definito la cultura centrale nel processo di rigenerazione: “La cultura e’ lo scheletro della ricostruzione, il sistema nervoso della rinascita”. E ancora: “Senza cultura non c’e’ futuro e i giovani devono poter scegliere di restare nei loro territori”.
“Non vogliamo abbassare la guardia, perche’ la partita delle aree interne e’ decisiva e richiede una presenza quotidiana della politica”, ha affermato il deputato di Fratelli d’Italia Paolo Trancassini, sottolineando come la priorita’ resti “dare casa e lavoro e invertire il calo demografico”. Il sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi ha ricordato la dimensione piu’ profonda del processo: “La ricostruzione non e’ solo materiale ma anche morale ed economica. Ci sono zone completamente devastate e altre colpite in modo meno grave. Andavano trattate in maniera diversa e oggi si sta cercando di recuperare quel gap, anche sul piano dello sviluppo economico”.
Rispetto al piano regionale, Cortellesi ha espresso un giudizio complessivamente positivo, frutto anche del confronto diretto con gli amministratori locali: “Siamo soddisfatti del piano economico della Regione Lazio, abbiamo partecipato a diversi incontri e speriamo che possa dare risultati concreti per il rilancio del territorio”.

