1 maggio: Concertone, Bonelli “apre Belli, chiude Notte Taranta”
Cultura e Spettacoli
29 Aprile 2026
1 maggio: Concertone, Bonelli “apre Belli, chiude Notte Taranta”

ROMA – “Noi cominceremo il pomeriggio con la ‘radice’ di Paolo Belli che sara’ il primo artista e chiuderemo con la ‘radice’ della Notte della Taranta che finira’ a tarda sera, quindi partiamo e chiudiamo con una memoria popolare importante e in mezzo ci sara’ tutta la grande diversita’, la stratificazione della musica italiana”.

Lo annuncia durante la conferenza stampa Massimo Bonelli, organizzatore del Concertone del Primo maggio a Piazza San Giovanni.

“Noi abbiamo un opening che facciamo dall’una alle due praticamente che scalda la piazza e andra’ su RaiPlay – spiega Bonelli – anche la’ ci sono artisti interessantissimi oltre agli artisti del contest 1MNEXT che e’ un contest a cui ogni anno si scrivono migliaia di artisti – quest’anno oltre 1700 – tre hanno vinto e uno lo premieremo sul palco”. Parlando poi del Concertone e degli artisti che si esibiranno, oltre 50, Bonelli spiega che questo palco “non e’ un po’ come tutti gli altri, perche’ si suona dal vivo espone in contesti in cui non e’ sicura la parte tecnica: ci sono 50 artisti sul palco, un palco girevole, in genere gli artisti quando fanno i concerti vanno su palchi dove hanno tutti i tecnici, quindi e’ una scelta essere al Primo maggio e io ringrazio tutti gli artisti che ogni anno scelgono di essere con noi”.

Sulla scelta degli artisti, Bonelli aggiunge: “Cerco di fare una fotografia che sia la piu’ attendibile possibile di quella che e’ la musica italiana attuale. Questa fotografia – prosegue – per me deve raccontare il presente, ma deve anche intercettare un po’ dare qualche tratto di quello che sta per succedere nella musica italiana. E poi deve tenere insieme due elementi importantissimi che al Primo maggio rispetto a tanti altri palchi sono fondamentali secondo me: la dimensione popolare e la dimensione culturale. Popolare perche’ deve parlare a diversi pubblici, va in diretta televisiva e deve chiaramente creare aggregazione tra delle persone, quindi deve essere la musica piu’ larga possibile per tenere insieme piu’ pubblici possibili. Ma deve essere anche culturale perche’ non deve solo fotografare cio’ che funziona, cio’ che vende, cio’ che fa grandi numeri, ma deve anche portare artisti che danno significato in quello che scrivono, che cantano, ci deve portare dei valori, dei messaggi”, conclude.