Roma – Casilino: banda dello scantinato, due vittime sequestrate e picchiate
Cronaca
30 Aprile 2026
Roma – Casilino: banda dello scantinato, due vittime sequestrate e picchiate

ROMA – Un pomeriggio scandito da telefonate, minacce e richieste di denaro e degenerato in una escalation criminale si è consumato nel buio di una cantina trasformata in una prigione improvvisata. È lo scenario ricostruito dai Falchi della Polizia di Stato e dagli investigatori del VI Distretto Casilino, che, al termine di un intervento lampo, hanno arrestato quattro persone indagate, in concorso tra loro, per sequestro di persona a scopo di estorsione. Tutto ha avuto inizio quando un tunisino si è presentato negli uffici di polizia denunciando il sequestro del fratello. Pochi minuti prima, una voce al telefono gli aveva imposto come ultimatum un riscatto di oltre 4000 euro per riaverlo indietro vivo.

La richiesta estorsiva era stata accompagnata da ripetute chiamate sempre più insistenti. Sotto la guida degli investigatori, la vittima ha mantenuto il contatto con i sequestratori attivando il vivavoce e permettendo, così, agli agenti di ascoltare in diretta le conversazioni e di guadagnare tempo. In quei pochi istanti, le sue parole spezzate hanno lasciato emergere chiaramente che fosse sotto minaccia, terrorizzato perché trattenuto contro la sua volontà in un clima di terrore. Immediatamente gli agenti hanno elaborato un piano per irrompere sul luogo prestabilito per lo scambio.

Quando il fratello della vittima si è avvicinato al punto d’incontro, la scena si è cristallizzata: due uomini si sono avvicinati prendendo le redini della trattativa, mentre, poco più distanti, due complici – un uomo e una donna – monitoravano attentamente la scena. Quando il quadro è apparso chiaro agli occhi degli investigatori, è scattato il blitz. La donna, nel tentativo di dimenarsi, ha provato ad impugnare una pistola con matricola abrasa, nascosta dalla cintura e pronta a far fuoco. Una volta messo alle strette, il veterano della banda ha ceduto, indicando la cantina dell’orrore dove era tenuta in ostaggio la vittima: una stanza fredda e buia, chiusa con un lucchetto. All’interno sono stati trovati due tunisini, in evidente stato di shock e provati da ore di violenze e minacce.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le vittime erano state portate via con la forza da un’abitazione nella zona di Ponte Lungo, sotto la minaccia di una pistola e di un coltello, per poi essere caricate su un’auto e portate nella cantina. Qui, sarebbero state picchiate e intimidite mentre i sequestratori pretendevano denaro, accusandole di un presunto furto. Al termine dell’operazione, per i quattro sono scattate le manette. La donna dovrà rispondere anche di porto di arma clandestina.