L’uomo è venuto a mancare ieri
VITERBO – Prosegue l’ondata di cordoglio per la scomparsa di Vito Ferrante. A volerlo ricordare è anche l’Arci di Viterbo, di cui è stato presidente del circolo di Pianoscarano.
“Il popolo della solidarietà e dell’impegno civico e politico per il cambiamento sociale piange Vito Ferrante, un compagno di strada, un trascinatore infaticabile, un leader carismatico che ha messo in gioco tutto se stesso per insegnare a tutti noi che non ci si arrende mai e che le lotte si cominciano insieme e si conducono fino alla fine.
Vito ha vissuto da protagonista tante esperienze del suo impegno politico prima di immergersi in quello straordinario percorso di lotte e attivismo sociale in favore del mondo della disabilità e della sofferenza psichica. Vito è stato militante attivo di partito, consigliere comunale, presidente del Circolo Arci di Pianoscarano. In ogni fase del suo impegno ha sempre lasciato il suo segno indelebile di un uomo che non lasciava mai nulla al caso ed affrontava di petto le questioni più delicate e spinose anche a costo di scontrarsi con i suoi stessi compagni.
Nel percorso esemplare che ha caratterizzato gli ultimi quaranta anni della sua vita, in tutto quello che ha costruito e lo ha messo in relazione con persone con diverse abilità, famiglie, operatori socio sanitari, e istituzioni, Vito ha insegnato a tutti che l’impegno determinato, costruito dal basso, senza eroismo, ma con la forza della ragione e della passione è una risorsa straordinaria alla portata di tutti.
La storia di Vito insegna che oltre alle grandi analisi politiche, agli studi sull’economia e sulla spesa pubblica nei servizi sociali la testimonianza diretta, il protagonismo dei soggetti portatori di bisogni, l’individuazione e la denuncia di storture, sprechi e inefficienze sono gli strumenti per un vero cambiamento.
I tagli e gli stravolgimenti che il welfare subisce da anni hanno trovato in persone come Vito strenui oppositori che non si sono piegati al racconto della scarsità di risorse e delle privatizzazioni selvagge. Senza le sue lotte e di tanti come lui oggi avremmo ancora i “matti” rinchiusi nei manicomi, i bambini diversamente abili nascosti nelle case o negli istituti invece che nella scuola pubblica, la sanità delle mutue e delle assicurazioni private. Rimane molto da conquistare e nel mondo di oggi anche le conquiste di ieri sono sempre in discussione, ma facciamo tesoro della lezione di Vito per andare avanti verso una società più libera solidale e umana. È il modo migliore per ricordarlo.
Ciao Vito”.

