SAN SIRO – Strameritatamente Inter. Tutto secondo pronostici, amministrazione nerazzurro a San Siro e festa grande. Sbandierata, esultanze, abbracci e sorrisoni: lo Scudetto, anche matematicamente, adesso è definitivamente in cassaforte.
L’Inter torna sul trono d’Italia. Gli bastava un punticino al Meazza col Parma, ma ha chiuso in bellezza: 2-0 regolando Cuesta nei momenti più determinanti del match, con Thuram al tramonto del primo tempo e con Mkhitaryan servito col cioccolatino di capitan Lautaro, rientrato in tempo per la festa. Festa doveva esser, programmata e pianificata, e festa è stata. Da autunno scorso l’Inter ha preso il largo e non s’è fermata, dimostrando al resto d’Italia chi fosse gruppo e squadra più forte di questi anni.
Dal Parma al Parma. Il cerchio della vita di Chivu. Che primavera scorsa accettò una corsa salvezza che gli cambiò la carriera, conquistando poi la chiamata nerazzurra dalla porta più importante. Qualcuno che quella Pinetina la conosceva già benissimo, dopo tutta la trafila col settore giovanile. Una Pinetina depressa, giugno scorso, per quel finale di stagione senza titoli logorato dalla manita in Baviera. Lui il gruppo l’ha saputo riaccendere, quella scintilla l’ha saputa rinnescare: con Inzaghi via, il ciclo non era ancora finita. Andava rinfrescato, rimotivato. Il resto è storia. Plauso grande. E fra 10 giorni, all’Olimpico, la possibilità di far un Double che manca dai tempi di Mourinho.

