MADRID – Madrid è ancora accecata. Da cotanta grandezza, tutta tricolore. Perché ieri s’è assistito a qualcosa di magico.. alla Caja Magica. Ulteriori record battuti, soprattutto s’è scritta ancora storia.
Una finale da record. Mozzafiato, è proprio il caso di dirlo, in meno di un’ora di gioco. Come successo assai raramente a questi livelli: soltanto 58 minuti Jannik Sinner ha impiegato per demolire ed annientare Zverev, tra l’altro numero tre del mondo pensate, in meno di un’ora di gioco. Con quel 6-1 e 6-2 che ha lasciato scampo ad alcun diritto di replica con percentuali tecniche straordinarie come 93% al servizio e nessuna palla break concessa.
Qualcosa di grandioso, che se rapportato agli ultimi mesi diventa ancora più grande. Sinner ha vinto anche a Madrid, Sinner s’è preso pure Madrid per la prima volta in carriera. Ma soprattutto il successo spagnolo fa cinque Masters 1000 consecutivi, nemmeno uno dei tre grandi di sempre (Djokovic dopo Nadal e Federer) era mai riuscito in un’impresa tale. S’è ripreso lo scettro da numero uno al mondo e adesso, sfruttando le defezioni di Alcaraz, sta scappando via: sempre più in fuga, per una nuova estate da Re.
Adesso però c’è Roma. Quella Roma uno dei pochi obiettivi che gli manca da raggiungere. E qual miglior occasione che farlo adesso, quando sembra senza rivali su qualsiasi tipo di superficie, per allungare una striscia partita in America col glorioso Sunshine Double ed allungare al sesto Masters 1000 consecutivo. I primi 4 Masters 1000 dell’anno sono in cassaforte, adesso punta pure il quinto.

