Roma: scoperta banda rapinatori di gioiellerie e uffici postali, sette misure cautelari
Cronaca
5 Maggio 2026
Roma: scoperta banda rapinatori di gioiellerie e uffici postali, sette misure cautelari

ROMA – Settanta orologi di lusso, per un valore commerciale superiore ai 900 mila euro: e’ il bottino del colpo che ha dato il via alle indagini della Polizia di Stato, che ha portato alla scoperta di una associazione che commetteva rapine “a mano armata” verso gioiellerie ed uffici postali, ricettando poi gioielli e veicoli.

L’indagine e’ partita dopo una maxi rapina avvenuta nella primavera del 2024 in una gioielleria del quartiere Parioli. L’episodio aveva immediatamente orientato gli investigatori verso un contesto criminale strutturato. Dopo essere entrati in una prestigiosa gioielleria dei Parioli, due finti clienti, simulando interesse all’acquisto di orologi di lusso, avevano estratto delle pistole, una delle quali dotata di silenziatore, minacciando il dipendente per riscuotere 70 pezzi con un valore di mercato di 900 mila euro. Gli investigatori della Squadra Mobile hanno puntato ad un volto estrapolato dalle immagini di videosorveglianza del negozio, i cui tratti somatici sembravano combaciare con quelli di un noto pregiudicato per reati della stessa specie.

Le indagini hanno consentito di cristallizzare questo dato, associando la fisionomia dell’uomo a quella di un sessantaduenne romano, in passato gia’ ristretto in carcere. I riscontri tecnici successivi hanno poi consentito di ricostruire l’operativita’ di un gruppo organizzato, strutturato su un assetto piramidale con ruoli ben definiti. La funzione di vertice dell’associazione sarebbe stata rivestita da un cinquantaseienne di origini siciliane, seguito -in un’ottica discendente- da un conterraneo quarantasettenne, con compiti sia operativi che organizzativi/logistici. Sullo stesso livello si collocava l’uomo immortalato nelle immagini estrapolate dal colpo ai Parioli, predestinato a compiti piu’ operativi e delegato ai sopralluoghi. L’uomo avrebbe anche assunto la responsabilita’ della custodia delle armi utilizzate per i colpi e delle vetture ad essi logisticamente funzionali. Alla base della piramide, infine, sarebbe stata ricostruita la posizione di un quarantenne siciliano e di un sessantacinquenne romano, con funzioni di ausilio nelle fasi preparatorie e specifici compiti esecutivi nella gestione concreta delle singole operazioni.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i colpi venivano pianificati con estrema meticolosita’, seguendo schemi operativi consolidati. I veicoli impiegati per raggiungere l’obiettivo, assicurare copertura agli esecutori materiali e garantire la fuga, venivano scelti sistematicamente tra proventi di furto, successivamente “ripuliti” attraverso l’apposizione di targhe contraffatte o clonate, riconducibili a mezzi realmente circolanti, cosi’ da eludere eventuali controlli. Un mezzo di supporto, generalmente un furgone, veniva allestito, all’occorrenza, con apparati tecnologici idonei ad interferire con le comunicazioni, tra cui dispositivi jammer e disturbatori di frequenze, funzionali a ostacolare le attivita’ di localizzazione e coordinamento delle Forze dell’ordine.

Le indagini hanno permesso di ricostruire a carico dei sodali quattro rapine, tutte commesse tra il 2023 ed il 2025, ai danni di gioiellerie ed uffici postali. L’ultima sarebbe stata sventata dagli stessi agenti della Squadra mobile in via Borromeo. Le prove a carico degli odierni indagati si sono poi cristallizzate con l’arresto in Versilia, lo scorso gennaio, dello stesso uomo che si era reso responsabile della rapina ai Parioli. Il sessantaduenne e’ stato trovato in possesso di una pistola clandestina simile a quella usata in quell’episodio e di una delle auto rubate preferite dall’associazione. Disposta la custodia cautelare in carcere per cinque dei sodali e gli arresti domiciliari per gli altri due.

Il video su poliziadistato.it