Sanità, un policy paper per una nuova presa in carico della broncopneumopatia cronica ostruttiva
Salute, Sanità
5 Maggio 2026
Sanità, un policy paper per una nuova presa in carico della broncopneumopatia cronica ostruttiva

Affrontare la broncopneumopatia cronica ostruttiva in modo innovativo e giusto. Con questo obiettivo si è svolto oggi all’istituto Sturzo di Roma l’evento “BPCO: verso una presa in carico integrata ed equa”. Al tavolo del convegno, in collaborazione con AstraZeneca Italia, medici, esperti clinici, istituzioni ma anche associazioni di pazienti e società civile per un nuovo approccio alla malattia respiratoria cronica tramite un policy paper specifico. La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è una malattia respiratoria progressiva cronica che colpisce oltre 2 milioni di persone in Italia. La patologia si caratterizza da una crescente diffusione e da un elevato impatto in termini di riacutizzazioni, ospedalizzazioni e costi sanitari, rappresenta oggi una sfida per il Servizio Sanitario Nazionale. Tra i temi principali riportati dai pazienti, ed evidenziati nel policy paper stesso, vi è la criticità di accesso alle cure, causata dalle barriere prescrittive imposte dalla Nota AIFA n.99, che disciplina la prescrizione dei farmaci per la terapia inalatoria per la BPCO. Sebbene la Nota sia stata introdotta per favorire maggiore integrazione tra specialista e MMG, quest’ultimo ad oggi è impossibilitato a prescrivere la triplice terapia in unico inalatore, considerata dalle evidenze scientifiche, come la più efficace per i pazienti con elevato rischio di riacutizzazioni. Come spiega il prof. Massimo Andreoni, emerito di Malattie infettive all’Università di Roma Tor Vergata e membro del Css: “La BPCO è una patologia cronica e come tutte le malattie croniche va affrontata in maniera unitaria. Il bisogno di arrivare precocemente a una diagnosi, il bisogno di un trattamento altamente efficace, avere farmaci combinati in una unica via di somministrazione per l’aderenza al trattamento sono elementi fondamentali”. Quanto alle cure più all’avanguardia della patologia: “Il trattamento indicato dagli ultimi documenti di raccomandazione è la triplice terapia inalatoria” spiega la presidente della Società Italiana di Pneumologia Paola Rogliani, “ovvero tre molecole possibilmente date con un unico inalatore. Ciò può far sì che raggiungano il comparto anatomico allo stesso tempo e avere un vantaggio in termini di efficacia farmacologica”. Il tutto con un occhio all’esperienza del paziente come sottolinea Tiziana Nicoletti, responsabile Coordinamento Associazioni nazionali malati cronici e rari di Cittadinanzattiva: “Grazie alla voce e al vissuto delle persone si riescono a capire i bisogni di salute per mettere in pratica misure utili e efficaci. La partecipazione della componente civica in tutte le azioni delle politiche sanitarie non deve essere una pura formalità. Partecipare significa non solo essere auditi ma ciò che la persona dice va tenuto in considerazione e messo in pratica”. Presente all’evento anche la senatrice Elena Murelli, membro della 10ª Commissione permanente e che sostiene, tra le altre cose, la necessità di “superare la Nota AIFA n.99, questa è la richiesta politica, perché la triplice terapia permette direttamente di diminuire la mortalità dei pazienti” L’evento ha quindi confermato l’urgenza di un intervento sistemico che sappia coniugare l’accesso tempestivo alle cure, l’ottimizzazione terapeutica e l’integrazione tra i diversi livelli di assistenza.

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