Civitavecchia – “Una situazione ormai insostenibile”, “un simbolo del fallimento nella gestione dell’edilizia scolastica”, “studenti lasciati soli”. Sono parole dure, quelle utilizzate da Azione Studentesca Civitavecchia nel denunciare le condizioni dell’Istituto Tecnico Statale “Guglielmo Marconi”, al centro di una protesta che chiama direttamente in causa la Città Metropolitana di Roma Capitale.
Secondo il movimento studentesco, da tempo all’interno dell’istituto si registrano “gravi criticità che compromettono non solo la qualità della didattica, ma anche la sicurezza di chi vive quotidianamente la scuola”. Un quadro che viene descritto come “vergognoso” e frutto di “anni di immobilismo e disattenzione”.
Nel dettaglio, la denuncia parla di “controsoffitti in cartongesso che cadono, con evidenti rischi per l’incolumità degli studenti”, ma anche di “infiltrazioni d’acqua durante le lezioni”, tali da rendere “difficoltoso e talvolta impossibile lo svolgimento delle attività didattiche”.
Non va meglio sul fronte dei servizi: “bagni inagibili, indegni di un istituto pubblico”, mentre le strutture sportive risultano di fatto compromesse: “nelle due palestre manca la maggior parte dei pannelli, rendendo gli spazi inutilizzabili”, con “spogliatoi fatiscenti che non garantiscono alcuno standard minimo di decoro”.
Le criticità, viene sottolineato, si estendono anche ai laboratori e alla cosiddetta “palazzina”, definiti “ambienti fondamentali per la formazione tecnica degli studenti” ma anch’essi colpiti da infiltrazioni.
All’esterno, il quadro non migliora. “Erbacce cresciute senza controllo, segno evidente di abbandono”, un “tombino all’ingresso che si intasa a ogni pioggia creando disagi e pericoli”, e persino “la statua dedicata a Guglielmo Marconi lasciata nell’incuria”.
Per Azione Studentesca, si tratta di “una situazione che evidenzia l’assenza totale di manutenzione” da parte della Città Metropolitana, indicata come “proprietaria dell’immobile e unica responsabile degli interventi strutturali”.
Da qui la richiesta: “un intervento immediato e risolutivo”, capace di “porre fine a anni di immobilismo”. Il movimento lancia anche un appello diretto: “Sindaco Metropolitano Gualtieri, Assessore Parrucci, se ci siete battete un colpo”.
“Non è più tollerabile – concludono – che gli studenti siano costretti a studiare in ambienti degradati e potenzialmente pericolosi. Gli studenti non sono cittadini di serie B. Il diritto allo studio passa anche, e soprattutto, da strutture adeguate, sicure e decorose”.

