36° capitolo d’A, fiume di lava: polveroni Var e caporetto rossonera, la Roma aggancia il Milan
Sport
10 Maggio 2026
36° capitolo d’A, fiume di lava: polveroni Var e caporetto rossonera, la Roma aggancia il Milan

MILANO – Si incendia la corsa Champions, con un ennesimo capitolo mozzafiato come il terzultimo di questa Serie A 25/26, pieno di veleni ma soprattutto contestazioni e polveroni. Polveroni arbitrali, contestazioni a dirigenti.

 

La notizia più grossa è quella che proviene da San Siro. In settimana il Milan doveva guarire, s’è dimostrato invece ancora tecnicamente malato. Una caporetto rossonera a San Siro, smontato dalla solidità dell’Atalanta di Palladino, che entro l’ora di gioco cala il tris tra Ederson, Zappacosta e Raspadori. La Curva abbandona e torna a contestare all’esterno, esattamente come era partito il pomeriggio rossonero: obiettivo Furlani, tra quel Furlani Out di accendini e quello gridato fino a notte fonda. Nel finale reazione d’orgoglio con Pavlovic e Nkunku ma non può bastare: sorpasso Juve al terzo posto, la Roma aggancia il Milan ancora quarto negli scontri diretti.

 

Ed è proprio la maniera in cui la Roma vince a Parma che descriverà l’altro grosso fiume di lava nel weekend. Con una rimonta all’ultimo respiro, un 3-2 che porta ancora la firma di Malen, impatto record in A con 13 centri da gennaio. Dal dischetto all’ultimo respiro, su Var che ribalta decisione di un Chiffi a dir la verità protagonista di scelte confuse per tutto l’arco di gara, l’olandese regala tre punti pesantissimi a Gasperini che consentono a Gasperini di sperare fino all’ultimo respiro. Adesso siamo 68 Juve, 67 Milan ed altrettanto Roma: tre realtà come queste nel giro di due punti, finale straordinariamente mozzafiato.

 

Come quello che del resto descriverà la stessa corsa salvezza, oggi completamente riaperta dal successo di una Cremonese che col tris al Pisa torna a minacciare da vicinissimo quel Lecce oggi distante un punto. Sonnifero e reti inviolate tra Fiorentina e Genoa: viola finalmente matematicamente salvi, ma comunque fischiati.