CIVITA CASTELLANA – Non è arrivata la notizia più attesa. Quella sospirata, quella più desiderata, quella più sognata. Stamani per una Civita Castellana divisa dalla campagna elettorale il sogno più grande era quello comune, che coinvolgeva tutti, una città intera. Svegliarsi col ritorno della Flaminia, orgoglio cittadino, trionfante dalla Sardegna. Non è stato così, invece. Una delusione che scorre sulla schiena di ogni tifoso, che ha accarezzato le vette più alte della propria storia ed aveva forse vissuto la settimana più prestigiosa della propria storia, in vista della semifinale playoff per il salto di categoria in D per centrare la prima storia promozione tra i professionisti in C.
Non è stato e non sarà così. Alla fine di una partita tumultuosa, forse sconsigliata ai più deboli di cuore. Nonostante la qualità dell’avversario e la forza del fattore campo/ambientale di un Monastir sospinto dal popolo sardo sempre bollente e sanguigno, la Flaminia era riuscita nell’impresa last minute di prolungare la semifinale ai supplementari: clamoroso 3-3 e doppietta per Tascini dopo Polidori al passaggio dell’Ave Maria al minuto 96. Doccia gelata Monastir e grossa paura per altri ulteriori 30 giri di lancette. Dove però la Flaminia non riesce a trovar la zampata giusta, quella del sorpasso, che avrebbe avuto dell’eroico e del clamoroso. Dopo 120 minuti infiniti, tirando un sospirone, in finale playoff per tentare il salto di categoria volò dunque il Monastir.
Finisce in Sardegna il sogno della Flaminia Civita Castellana. Al termine di una rincorsa mozzafiato che, dalla zona playout della prima metà di stagione, ha saputo gasare un’intera città, che pian piano ha iniziato a spingere di conseguenza sempre più calorosamente i ragazzi di Nofri. Oggi il sogno sarà tramontato, ma questa Flaminia è tornata realtà assoluta. La dimensione è quella giusta per cercare il rilancio per quel sogno chiamato C e che soprattutto, esperienze come quelle sarde, rappresentino soltanto il punto di partenza per un futuro sempre più grande e radioso.

