di Simona Tenentini
VIGNANELLO – Sul centro accoglienza prossimo all’apertura in località Centignano, a Vignanello, non si placano le polemiche.
L’ultima, in ordine di tempo, riguarda il soggetto che si dovrebbe occupare della gestione del Cas, che secondo insistenti voci che circolano in paese, sarebbe riconducibile a Fratelli d’Italia.
Analizzando la visura camerale della società Ospita srl, sorge in realtà il dubbio, molto più che consistente, che siano rumors fatti circolare deliberatamente per sviare l’attenzione dai veri soggetti coinvolti.
Infatti i due soci con 196000 e 192000 euro sono rispettivamente Sebastiano Sani e Giulio Cuore, non esattamente orbitanti nell’area di centrodestra.
Sabastiano Sani è stato consigliere comunale di Cinigiano, in provincia di Grosseto, nel 2019 con una lista, inizialmente civica, guidata dal sindaco Romina Sani.
Romina Sani nel 2020, folgorata sulla via di Damasco, comunica la sua adesione al Partito democratico provinciale di Grosseto con questo messaggio:«Oggi sono entrata a far parte del Partito democratico. Sento di appartenere a questa sfera politica per i principi, gli ideali e i valori che esprime.
Con queste premesse difficilmente se Sebastiano Sani fosse stato schierato con Fratelli d’Italia si suppone sarebbe rimasto in giunta.
Giulio Cuore, attualmente residente a Bolsena, fino a qualche anno fa si trovava a Gavorrano.
Come scrive Tribuna Treviso: “…anche la toscana Ospita, di Sebastiano Sani e Giulio Cuore che, sarà un caso, risiede proprio in quella Gavorrano di cui fu sindaco Mauro Andreini, poi imprenditore del business dei migranti.”
Mauro Andreini, tra gli anni Ottanta e Novanta, è stato per due mandati sindaco di Gavorrano (in provincia di Grosseto) nonchè assessore alla mobilità della provincia di Grosseto. E sempre tra le fila della sinistra.
Dopodichè con incredibile lungimiranza, intravide, già nel 2015, le potenzialità dell’accoglienza, iniziando ad aprire società con le quali è riuscito a creare un giro d’affari milionario dalla Campania al Veneto passando per la Toscana, prima con la “Homo Diogene” e poi con la Xenia.
Nomi che ritornano, società che si sovrappongono e si dividono a seconda delle necessità, politica che si mescola con interesse: sull’imminente apertura del Cas insomma non ci sono sicuramente in ballo bruscolini.

