TRIGORIA – Giorni di fibrillazione in casa Roma. La vittoria di Parma all’ultimo respiro, l’aggancio al Milan, ancora attaccati ad un punto dalla Juventus: come in piazza, anche a Trigoria è febbre da quarto posto. Febbre Champions. La banda Gasp sente l’odore del sangue, col Milan imploso contestato in piena crisi e la Juve che mantiene comunque quel fiato sul collo romanista di cui Spalletti avrebbe voluto volentieri fare a meno.
Ma se ambiente e chiaramente gruppo squadra sono tutti concentrati sul presente e sul prossimo futuro tremendamente imminente, la proprietà non può far la stessa cosa: deve pensare anche al futuro anteriore. Perché se sarà Champions o meno, avrà comunque bisogno di un nuovo Direttore Sportivo per far mercato quest’estate e nei prossimi anni. Massara, come ben vi abbiamo raccontato, sarà costretto a salutare nel giro di due settimane: ha vinto Gasp, dopo Ranieri allontanato pure l’ex braccio destro di Maldini al Milan, con cui “non c’è mai stato feeling tecnico”.
Ma se fino a dieci giorni fa il nome in pole position era palesemente Cristiano Giuntoli, la rivoluzione a Bergamo ha cambiato le carte in tavola: andrà all’Atalanta, pronto a sposare la Dea in un progetto a lungo termine che prevede quattro anni di contratto. Una scelta dei Percassi, quella di cambiare DS e dopo tanti anni salutare D’Amico, che conosce bene Gasp e che potrebbe diventar vera e propria opportunità per la Roma proprio gasperiniana.
Ma il vero sogno dei Friedkin, sempre più emergente nelle prossime ore, porta al nome di Giovanni Manna del Napoli. Che gode di stima e reputazione incredibile, tra gli americani. In questi anni è stato l’anello di congiunzione tra Conte e De Laurentiis, ma anche se Antonio dovesse andar via ADL farebbe di tutto per tener almeno il DS. Che nel mondo azzurro ha trovato casa e stabilità e dopo l’addio alla Juve non avrebbe alcuna intenzione, comunque, di cambiar ancora. Ecco perché se Manna resta complicato, si può scaldare eccome a questo punto la pista D’Amico, la spalla destra di Gasp nei suoi ultimi anni atalantini.

