ROMA – Manifesto ed egemonia, quella nerazzurra. In terre tricolori e domestiche, quest’anno non c’è stata storia. Ha stravinto la squadra più forte che anche stasera s’è tolta l’ultima soddisfazione dell’anno, la Coppa Italia. Battuta 2-0 la Lazio, freddata già nel primo tempo, tra goffa autorete di Marusic e raddoppio di Lautaro su scivolone di Tavares.
La Lazio di Sarri doveva far la partita perfetta. Non concedere alcun tipo di sbavatura, star corti e compatti, alzar il muro e ripartir con trame dirette e letali; contro corazzate del genere non puoi permetterti nulla, tantomeno ingenuità; se pertanto commetti certi errori, a questi livelli vieni punito. Gara pertanto già incanalata da quell’Inter lesta, letale e glaciale; nella ripresa amministrazione ed accademia nerazzurra, con la reazione biancoceleste che si schianta sui colossi difensivi di Chivu.
Grande festa per l’Inter, che palesa un’egemonia stagionale straordinaria. Sotto il cielo dell’Olimpico l’ultimo grande passo di una stagione splendida, per una doppietta tra Scudetto e Coppa Italia che mancava da 16 anni pensate, dai tempi del Triplete di Mourinho. Capolavoro di Chivu che ha saputo riaccendere l’orgoglio di un gruppo che dieci fa, dopo Baviera + America, Inzaghi e non solo ritenevano a fine ciclo. Invece dopo il 21° Scudetto stasera fiocca pure la decima Coppa Italia della propria storia. Molto più di una ciliegina, assoluta superiorità tricolore.
Per la Lazio tempo di lacrime amare. Un grande sogno che si infrange all’appuntamento più importante. Dopo una cavalcata così sorprendente e cavalleresca, tra rigorate e favola Motta, non arriverà nessun coronamento. Sarri avrebbe meritato: ha accettato tutto, non desiderava nient’altro che ripagar l’amore del popolo biancoceleste con un trofeo come questo. Che invece scivola via e stanotte prenderà il volo per Milano.

