Un finale di stagione mozzafiato. Contemporaneità a mezzogiorno per la penultima assolutamente rovente. E pieno di sorpresone e ribaltoni, quelli più desiderati in casa Roma. Che fa festa grande, sì, perché fa festa doppia. Vince il derby davanti ad un Olimpico giallorosso e l’uomo della stracittadina resta sempre lui: Gianluca Mancini, ancora a segno, sì, ma con una doppietta. Doppietta su corner e 2-0 tra le macerie o quel che resta del punto più basso dell’era Lotito, in casa Lazio.
Ma quella della Roma è una festa doppia. Perché oltre a godersi il derby, chiaramente tribuna e panchina erano piene di radioline accese, per scoprir i risultati dagli altri campi. Gasp e tutto il mondo giallorosso che per quanto di gran rincorsa non erano padroni del loro destino nella caccia alla prossima Champions, dovevano sperare in un passo falso tra Juventus e Milan. Bene, se il Milan ha squillato d’orgoglio a Genova, con Nkunku e Athekame col 2-1 a Genova nel momento più importante, la Juve s’è clamorosamente suicidata in casa con la Fiorentina: bianconeri stremati che si schiantano sul muro di Vanoli (cuore Toro, si giocava il futuro, non ha regalato niente, rivalità onorata), Ndour e Mandragora gelano lo Stadium e la Vecchia Signora, col successo del Como sul Parma, scende addirittura in sesta posizione.
70, 70, 68, 68. Dove a 70 favoritissime per il traguardo Champions ora ci sono Milan e Roma. La Juve è dietro, sciolta sul più bello. Musi lunghi e sguardi sgomenti allo Stadium, bianconeri precipitati. Il Napoli, secondo in pompa magna, rispetta i pronostici e brinda già: 3-0 a Pisa senza discussioni.

