Civitavecchia – La sfida del dopo carbone: “Può diventare l’hub nazionale della transizione energetica”
Cronaca
19 Maggio 2026
Civitavecchia – La sfida del dopo carbone: “Può diventare l’hub nazionale della transizione energetica”
Tra i progetti richiamati durante il convegno figurano la Hydrogen Valley, la Comunità Energetica, i programmi di filiera, gli ITS e il collegamento Orte-Civitavecchia, considerati tasselli fondamentali per rilanciare il territorio

Civitavecchia prova a ripensare il proprio futuro industriale e punta a trasformare l’uscita dal carbone in una grande occasione di rilancio economico. È il messaggio lanciato nel corso del convegno “Civitavecchia, modello di transizione energetica nazionale. Logistica, Economia Circolare, Economia del Mare e Nuove Energie”, promosso da Unindustria con il contributo della Camera di Commercio di Roma nella sala conferenze dell’Autorità Portuale.

Al centro dell’incontro il futuro del territorio dopo il phase out della centrale di Torrevaldaliga Nord, considerato da istituzioni e imprese non come una crisi irreversibile ma come il punto di partenza per una nuova fase industriale fondata su energia, logistica, economia del mare ed economia circolare.

Al tavolo del confronto erano presenti rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale, della ricerca e degli investitori. Tra gli interventi quelli del sindaco Marco Piendibene, del presidente dell’Autorità Portuale Raffaele Latrofa, del presidente di Unindustria Civitavecchia Fabio Pagliari e del presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo. Le conclusioni sono state affidate al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin.

Dal confronto è emersa una linea comune: il porto dovrà diventare il motore strategico della riconversione industriale, sfruttando le aree retroportuali e gli spazi industriali disponibili per attrarre investimenti e creare nuove filiere produttive.

Tra i progetti richiamati durante il convegno figurano la Hydrogen Valley, la Comunità Energetica, i programmi di filiera, gli ITS e il collegamento Orte-Civitavecchia, considerati tasselli fondamentali per rilanciare il territorio.

Ampio spazio è stato dedicato anche agli investimenti nei settori dell’idrogeno, della logistica avanzata e delle nuove energie. Gli operatori economici hanno confermato il proprio interesse verso Civitavecchia, ma hanno anche indicato alcune priorità ritenute decisive: la definizione del futuro della centrale di Torrevaldaliga Nord, la rimozione dei vincoli ambientali sulle aree industriali adiacenti e tempi rapidi per trasformare le aree retroportuali in piattaforme produttive.

Il nodo principale resta infatti quello burocratico. Secondo quanto emerso durante l’incontro, senza procedure snelle, governance stabile e disponibilità immediata delle aree, il rischio concreto è che gli investimenti prendano altre direzioni.

“Civitavecchia può diventare un modello pilota nazionale dove sostenibilità ambientale e politica industriale camminano insieme”, ha dichiarato Giuseppe Biazzo, sottolineando come il territorio disponga già di strumenti, progettualità e investitori pronti a partire.

Sulla stessa linea anche Fabio Pagliari, che ha parlato della necessità di “guidare” la transizione senza subirla, accelerando il passaggio dalla fase delle idee a quella dei cantieri e degli investimenti concreti.

L’obiettivo dichiarato è trasformare Civitavecchia in uno dei principali poli italiani della transizione energetica e della reindustrializzazione sostenibile, facendo del porto e dell’energia il cuore del nuovo sviluppo economico del territorio.