(Adnkronos) – E’ stata sottoscritta l’ipotesi di rinnovo del contratto collettivonazionale di lavoro per il settore delle lavanderie industriali, delle centrali di sterilizzazione e dei servizi medici affini per il triennio 2026-2028. “Con questo rinnovo – dichiara Matteo Nevi, direttore generale di Assosistema Confindustria – il settore manda un messaggio chiaro: la competitività delle imprese passa anche attraverso regole certe, legalità, qualità del lavoro e capacità di innovare Abbiamo costruito un contratto che dà risposte concrete alle difficoltà di reperimento della manodopera, alle nuove esigenze organizzative delle imprese e alle trasformazioni tecnologiche che stanno interessando il comparto. Un rinnovo che rafforza la qualità del lavoro, la corretta applicazione contrattuale e la capacità del settore di affrontare le sfide della sanità, del turismo e dell’industria”.
L’intesa raggiunta tra le parti rappresenta un passaggio di particolare rilievo per il comparto, configurandosi come uno dei primi rinnovi contrattuali definiti successivamente alle novità introdotte dal Decreto Legge del 1° maggio in materia di lavoro, rappresentanza e contrasto alle irregolarità nel mercato occupazionale. L’accordo risponde alle principali esigenze manifestate dalle imprese del settore, introducendo strumenti finalizzati a semplificare alcuni passaggi contrattuali e a rendere maggiormente flessibili specifici istituti, con l’obiettivo di affrontare le improvvise necessità di manodopera e le crescenti difficoltà di reperimento del personale. Particolare attenzione è stata dedicata al rafforzamento delle misure di contrasto al dumping contrattuale e all’interposizione illecita di manodopera. In linea con il nuovo quadro normativo, le parti hanno infatti condiviso un ulteriore protocollo operativo che prevede il coinvolgimento, oltre che dell’Ispettorato nazionale del lavoro, anche dell’Inps, al fine di favorire l’emersione dei fenomeni di mancata applicazione del contratto collettivo di riferimento.
A tal fine sarà avviato un programma di incontri territoriali congiunti con gli organi ispettivi per monitorare le situazioni di irregolarità e verificare la corretta applicazione del ccnl nel settore. Nell’ambito dell’accordo è stato inoltre inserito l’elenco dei principali codici Ateco riconducibili alle attività del comparto, con l’obiettivo di rafforzare la corrispondenza tra attività esercitata e contratto collettivo applicato. Il rinnovo rafforza inoltre il sistema delle relazioni industriali attraverso l’istituzione di un Osservatorio dedicato ai processi di trasformazione digitale, innovazione tecnologica e automazione che stanno interessando il settore.
Tra gli elementi qualificanti dell’intesa rientra anche la disciplina del cosiddetto ‘tempo tuta’, applicata alle centrali di sterilizzazione dello strumentario chirurgico e della teleria ospedaliera. L’accordo prevede il riconoscimento di 10 minuti per vestizione e svestizione, che diventeranno 15 minuti a partire dal 1° gennaio 2027, anche alla luce delle evoluzioni normative collegate al regolamento sui dispositivi medici e dei nuovi modelli organizzativi del settore. Sul piano economico, il trattamento economico minimo per il livello medio B1 prevede un incremento complessivo pari a 180 euro nel triennio. Gli aumenti saranno erogati attraverso quattro tranche: 50 euro da maggio 2026, 20 euro da dicembre 2026, 50 euro da ottobre 2027 e ulteriori 60 euro da ottobre 2028.
L’accordo introduce inoltre un credito welfare pari a 100 euro, confermando l’attenzione delle Parti verso strumenti in grado di sostenere non soltanto la dimensione lavorativa ma anche la sfera personale e familiare dei lavoratori. Previsti anche interventi di rafforzamento dei due principali pilastri della bilateralità contrattuale: l’assistenza sanitaria integrativa e la previdenza complementare. In particolare, è stato previsto un incremento di 3 euro del contributo destinato al fondo sanitario integrativo Fasiil a partire dal 2028, oltre ad un aumento della contribuzione destinata al fondo pensione Previmoda.
“Questo rinnovo – conclude Matteo Nevi – rappresenta un passo importante anche verso una maggiore qualificazione del settore e una più chiara perimetrazione contrattuale delle attività rappresentate. In una fase di profonda trasformazione del mercato del lavoro e dei servizi, abbiamo scelto di rafforzare strumenti come welfare, bilateralità, relazioni industriali e contrasto al dumping, senza dimenticare il tema centrale della sostenibilità economica degli appalti pubblici e del necessario adeguamento dei costi nelle gare, elemento indispensabile per garantire qualità dei servizi, occupazione e continuità industriale”.


