SANTA MARINELLA – Un ultimo step che non poteva mancare negli ultimi giorni di campagna elettorale a Santa Marinella. Parliamo dell’incontro pubblico col Comitato in difesa del Castello di Santa Severa, nella disputa ormai nota e pluriennale con Regione Lazio e LazioCrea. Organizzato proprio dal Comitato, alla Sala del Carmelo s’è registrata grande affluenza di cittadinanza particolarmente sensibile alla tematica.
Il Comitato ambisce all’evoluzione di una nuova convenzione sulla base di quella stipulata durante l’amministrazione regionale Zingaretti, ambisce da due anni ad una nuova convenzione che possa restituire al Comune e quindi alla città voce in capitolo di uno dei beni più identitari del territorio, e ne contesta la gestione di LazioCrea accusata di perseguire “strisciante privatizzazione di un bene pubblico così importante. Tra i punti irricevibili lo sgombero due piani del museo del castello, lo sgombero laboratorio di restauro, lo sgombero dei locali del centro studi marittimo, la sottrazione al comune della gestione della biglietteria del museo civico, delle visite guidate e delle gite didattiche. Tra le proposte, pertanto: che la biglietteria rimanga saldamente in mano comunale, che il programma venga gestito del comune perché solo una gestione diretta dei propri poli attrattivi consentirebbe rilancio e conveniente dal punto di vista economico, il rilancio di una programmazione culturale non soltanto in estate, il coinvolgimento nella programmazione annuale, il riattivare le botteghe artigiane”.

Quando la parola è passata a Flavio Enei, il direttore del Polo Museale Civico non ha perso occasione per sottolineare come il museo fu istituito originariamente dal comune e non dalla Regione, ma soprattutto come pur senza promozione le medie annuali dal 2021 al 2024 parlino di 15000 euro di visitatori per un incasso sui 100.000 di cui per vecchia convenzione il 51% vada nelle tasche di LazioCrea. Enei ha voluto esprimere tutto il suo dissenso alla scelta regionale e della sua partecipata di voler smontar il polo museale, tra centro studi marittimi, museo della Rocca e museo del Mare e della Navigazione Antica.

Presenti i candidati sindaci Manuelli, Minghella, Gasparri e Renda. Assenti Rossi e Marino. Alessio Manuelli ha voluto sottolineare come la delicatezza del tema per la città abbia sempre unito maggioranza ed opposizione in qualsiasi consiglio comunale e che tutti, anche quelli di color politicamente diverso, hanno sempre lavorato per il bene comune e che in qualsiasi maniera evolveranno le prossime imminenti elezioni amministrative non debba cambiar l’imparzialità e la libertà con cui si discuterà del tema Castello.

Renda ripercorre un percorso di storia e sottolinea come tutti i sindaci del comprensorio debbano ricrear quell’unione evidentemente necessaria per fronteggiar discussioni con Regione; Minghella sottoscrive e rilancia: “Nostra volontà riportare il Comune ed il comprensorio al centro di qualsiasi tipo di convenzione con Regione. Lo sviluppo di un bene così identitario deve coinvolgere la città. Inammissibile che LazioCrea presenti un cartellone estivo sul Castello senza nemmeno prender in causa artigiano, artista o valore del territorio”.

Gasparri invece, per quanto condividente gran parte delle idee mostrate dai colleghi, ha espresso come “non serva invece unione tra sindaci, non serva voce grossa, ma Santa Marinella da sola può bastar per andar a discutere in Regione per riconquistar quella centralità all’interno della nuova desiderata convenzione, scegliendo comunicazione più misurata, democratica ed argomentata”, lasciando intuire come un’elezione di un candidato di centrodestra possa agevolare questo tipo di dialogo.


