VERBANIA – Non è mai tardi per la gloria. E quante volte abbiamo meravigliosamente scritto questa frase per aprire o chiudere articoli in queste ultime settimane. Pellegrino agli Internazionali di tennis a Roma, su tutti. Ma anche poco fa, lo sport ha dipinto un’altra storia. Bellissima.
Quella del Leone, Alberto Bettiol. 32 anni, toscano vero, di Poggibonsi. Una vita in sordina, una vita a disposizione del gruppo, una vita a pedalare ma soprattutto a cavalcare emozioni, vibrazioni, sensazioni. Un personaggio meravigliosamente particolare, di quelli che emoziona. Oggi, evidentemente, ancora di più.
Sua la 13° tappa del Giro d’Italia. Ha vinto a Verbania, terre di Ganna. Quel Pippo che invece storia nella storia aveva vinto proprio in Toscana, alla 10°. Parliamo del secondo successo del “Leone” nella sua storia di Giro, così come del terzo trionfo azzurro in quest’edizione 2026: aveva averto Ballerini a Napoli, alla sesta, a proposito di quanto non sia mai tardi per la gloria.
Bettiol accelera nel finale e chiude davanti a tutti, braccia al cielo a Verbania. Vittoria emozionante, che ripaga anni di sacrifici. L’ultimo successo due anni fa, quando vinse il campionato italiano. Non avrà vinto tantissimo in 32 anni, ma quel che ha centrato è rimasto nella memoria collettiva: memorabili imprese, altroché, come il Giro delle Fiandre dell’ormai lontano 2019.
La maglia rosa resterà pure al portoghese Eulalio che continua a scalzare Vingegaard, ma anche oggi abbiamo assistito ad un pezzettino di storia tricolore. A scriverla Leone Bettiol, più bello così.

