Tre Leoni d’America, tumulto e scelte forti: fuori Palmer, Foden, Trent e Maguire. Le prime ricostruzioni
Sport
22 Maggio 2026
Tre Leoni d’America, tumulto e scelte forti: fuori Palmer, Foden, Trent e Maguire. Le prime ricostruzioni

Probabilmente soltanto in Brasile si registrava più attesa per la lista dei convocati finali che avrebbero strappato il biglietto per l’America. Stamani l’Inghilterra si fermava, da Londra a Manchester, per brughiera e working class, quando Tomas Tuchel avrebbe diramato l’elenco completo dei 26 elementi chiamati a partire per la spedizione Mondiale 2o26. Già da ieri sera iniziavano a trapelare indiscrezioni clamorose e stamani, all’elenco, riscontri effetti. E volti attoniti, così come sguardi sbalorditi, in quel di Wembley. Non c’è forse la stella più luminosa dell’ultimo Europeo, gol in finale alla Spagna, predestinato Cole Palmer. Non c’è nemmeno Phil Foden. Annate complicate coi club, senz’altro, ma parliamo dei fantasisti più eleganti, a partir dalla destra. Clamorosa anche l’esclusione di Harry Maguire, discusso per qualche errore tecnicamente evidente nel corso degli anni di Manchester, ma pur sempre baluardo del decennio Southgate. Il trasferimento a Madrid non ha portato fortuna nemmeno a Trent Alexander-Arnold, evidentemente: altra esclusione eccellente. Dal Forest c’è solo Anderson: niente Morgan Gibbs-White, nonostante l’esplosione. Quindi non si può nemmeno sostenere che Tuchel abbia considerato semplicemente la forma. Tuchel ha voluto costruire un gruppo con specifici titolari, portando in panchina gente che non faccia rumore, escludendo elementi anche mediaticamente ingombranti se lontani dai piani tattici della direzione che appunto tra States, Canada e Mexico desidera intraprendere. Il fluidificante a destra è un suo uomo di fiducia, James del Chelsea, evidentemente Trent avrebbe soltanto recato confusione. Stessa storia in alto a destra, dove Saka è ritenuto l’indiscusso titolare, tanto da lasciar a casa sia Palmer che Foden. Dietro l’esclusione di Maguire va letta nella stessa direzione: la fisicità la porta Burn del Newcastle, ma in panchina andrà a fare meno rumore. Evidentemente la prospettiva è calcio moderno con difesa più alta composta da Konsa e Guehi. Pugno duro e decisioni forti, a tratti fortissime, per Thomas Tuchel. Un tedesco che si presenta in Inghilterra per raccogliere ed evolvere il lavoro pluriennale di Southgate con la missione di restituire il Mondiale ai Tre Leoni 60 anni esatti dopo l’ultima volta. Un tedesco che lascia fuori volti di spicco britannici, come star Cole Palmer, che 10 mesi fa proprio in America piegava col suo vellutato mancino addirittura il PSG in finale di Mondiale per Club sotto gli occhi di Trump. Scelte che faranno discutere, eccome. Voleva creare un gruppo che sostenesse la sua direzione tecnica, senza star ingombranti. Ma sarà la direzione giusta? Nemmeno un mese e lo scopriremo,

ECCO LA LISTA DEI CONVOCATI COMPLETA:

Portieri: Jordan Pickford (Everton), Dean Henderson (Crystal Palace), James Trafford (Manchester City);

Difensori: Reece James (Chelsea), Tino Livramento (Newcastle), Marc Guéhi (Manchester City), Ezri Konsa (Aston Villa), John Stones (Manchester City), Jarell Quansah (Bayer Leverkusen), Nico O’Reilly (Manchester City), Dan Burn (Newcastle), Djed Spence (Tottenham Hotspur);

Centrocampisti: Declan Rice (Arsenal), Elliot Anderson (Nottingham Forest), Jude Bellingham (Real Madrid), Jordan Henderson (Brentford), Morgan Rogers (Aston Villa), Kobbie Mainoo (Manchester United), Eberechi Eze (Arsenal);

Attaccanti: Harry Kane (Bayern Monaco), Ivan Toney (Al-Ahli), Ollie Watkins (Aston Villa), Bukayo Saka (Arsenal), Noni Madueke (Arsenal), Marcus Rashford (Barcellona), Anthony Gordon (Newcastle).