Dal Roland Garros, in questi primi turni, forse la notizia che fa più piacere agli amanti e sostenitori del tennis italiano. Berrettini c’è e c’è ancora, non molla mai. Nonostante tutto, nonostante tutti quei problemi fisici che hanno coinvolto e dipinto anche l’ultimo anno del capitolino. Nonostante notte fonda e prematura eliminazione agli Internazionali di Roma, davanti alla sua gente.
Stavolta, a livelli come questi e malgrado sceso in posizione 105 nel ranking ATP, il Martello fa vedere a tutti di che pasta è fatto e, tirando fuori alla distanza quegli artigli così storici ancora una volta, ribalta un osso non duro anzi di più come l’ungherese Fucsovics e vola al turno successivo. Dopo aver perso al tiebreak il primo set, vince 7-5 il secondo; quindi alla distanza dimostra paradossalmente d’averne di più (proprio lui, fisicamente, questa una notizia nella notizia) e allora può sprigionare la sua eterna classe calando sul velluto un 6-1 e 6-2 che chiude definitivamente la contesa.
Un successo che a livello di morale pesa parecchio. Perché adesso sì che può partire la sua stagione 2026. Un successo che pesa tanto anche a livello di storia, perché Berrettini torna a vincere in quel Roland Garros dove non partecipava da cinque anni ed al contempo torna a mettere a referto una vittoria in un Slam: non succedeva dal 2025, ormai un anno e mezzo fa, quando batté Norrie agli Australian Open.

