Tempo di prime vittime illustri al Roland Garros. Addirittura già al primo turno esce Medvedev, nella peggior versione di sé. Evidentemente la tradizione transalpina resta tremendamente maledetta per il tennista russo. Stavolta ancora di più. Sconfitta che delude quella arrivata per 6-2, 1-6, 6-1, 1-6 e 6-4 finale contro l’australiano Adam Walton. Parliamo pensate della settima volta in dieci apparizioni in cui Medvedev, comunque per tradizione sempre uno dei favoriti ad arrivare quantomeno in semifinale ai nastri di partenza di Slam comunque questi, esce al debutto assoluto. Incredibile, ma vero. Storie e destini di sport e di tennis.
Tra gli italiani attesa del debutto di Sinner che stasera avvierà la sua avventura francese con tutti i favori chiaramente del pronostico col 165° nel ranking come Tabur (mismatch quasi da record). Reduce da ben 29 vittorie consecutive, ambisce alla 30sima. Già, ma non solo. Perché Jannik viaggia da ben cinque masters consecutivi dell’anno, sei se comprendiamo e abbracciamo anche il 2025; adesso, dopo Roma, punta l’ultimo trofeo nel mondo del tennis rimasto da inserire nella sua giovane ma già straripante carriera.
La grande impresa di giornata azzurra però è quella di uno strepitoso Matteo Arnoldi, stavolta mai domo e capace di battere dopo ben quattro ore di battaglia uno come Griekspoor, l’olandese, sempre osso durissimo. 6-7, 6-3, 7-6, 6-3: secondo turno in cassaforte. Bell’avventura a Roma, oggi la partenza così importante contro un avversario di questo calibro. Mentalmente Arnaldi c’è. E rappresenta orgoglio, pure lui.

