Si spegne la favola di Federico Cinà a Roland Garros. Ma forse soltanto tecnicamente. Perché quel che è stato fatto è comunque grande e lo proietta nel tennis dei grandi. “Ci sono anche io” ha sostanzialmente voluto esprimere al mondo tennistico il giovane 19enne palermitano, autore di una cavalcata mozzafiato a cui forse, non sono state concesse le copertine mediatiche che avrebbe meritato.
Partito dalle qualificazioni delle qualificazioni, con un percorso netto e mozzafiato, Cinà ha coronato il suo sogno: strappare l’accesso al primo turno di Roland Garros, per la prima volta assoluta ad uno Slam di questo calibro e di questo genere. Ma non solo s’è limitato a centrare l’accesso al tabellone principale, bensì ha pure vinto e trionfato, guadagnando un turno successivo: la battaglia infinita con Opelka, indimenticabile per lui e tutta la sua famiglia, per un momento straordinariamente emozionante.
Una vittoria che gli ha permesso d’arrivare fino ad oggi, fino a poco fa; quando il livello dell’avversario affrontato al secondo turno era evidentemente troppo supereriore, l’olandese De Jong che ha liquidato in tre set a zero il giovane gioiellino palermitano. Ma è stata comunque storia, eccome. Ha reso fiera, anche lui, l’Italia del tennis. L’Italia dello sport. E la cavalcata fino al secondo turno ha già effetti concreti, matematici e materiali sulla sua posizione ATP. Dalla 238° posizione alla 179°, un balzo incredibile.

