CIVITAVECCHIA – La spedizione è andata a buon fine. Ed oltre. Una domenica radiosa per la Nautilus, sempre più orgoglio della pallanuoto del territorio, tra Civitavecchia e Viterbo. Altro che rassegnata al proprio destino: dopo la gran delusione di gara uno doveva per forza volar in Sicilia a vincer gara due lontano dalle proprie mura amiche, altrimenti sarebbe retrocessa. Più di qualcuno, forse, non si aspettava alcuna sorpresa, alcun ribaltone. I segnali del destino lasciavano presagire che quanto successo sabato scorso a Viterbo si sarebbe rivelato fatale. E che sentendo l’odore del sangue la Brizz avrebbe chiuso la contesa.
Ed invece no. Perché evidentemente c’è un milione di motivi per cui questo club in pochi anni ha saputo ribaltare ogni orizzonte. Centrando lo scorso anno le acque della massima serie, pur senza una vera e propria casa per tutta quelle serie di problemi di impiantistica sportiva che logorano il fronte civitavecchiese. Un anno tra mille sacrifici, una stagione di allenamenti su tutta la provincia. Ma quanto hai valori e coraggio fuori dal comune sei in grado di superar tutto questo. E anche stavolta, evidentemente, non è stata eccezione.
La Nautilus ha perso sabato scorso una gara che si poteva vincere come perdere, la Nautilus ha vinto stanotte una partita che forse nessuno avrebbe potuto vincere. 13-11 in casa Brizz a riportar contesa, presente e futuro sullo stesso piano. A riaccendere eccome la speranza, quando la speranza sembrava tramontata. Dal punto di vista tecnico artigli, attributi, personalità sì ma pure classe, perché poi c’è chi sa far la differenza in gare come queste, specialmente nella tana della Scuderi e con tutto il tifo contro: sarebbe ingratificante far nomi, impresa di squadra, impresa di club. Adesso è tutto aperto. Adesso la bussola è tornata in direzione Viterbo. Sabato prossimo gara tre. La Nautilus è viva, ancora e sempre, dopo una stagione così eroica ed infinita.

