TARQUINIA – Al peggio, ancora una volta, sembra non esserci mai fine.
Ai passanti più attenti non è sfuggita la nuova “opera” messa in scena dall’amministrazione comunale a Tarquinia Lido. Dalle 9 di questa mattina sono infatti iniziati i lavori di potatura dei pini lungo il tratto compreso tra viale dei Navigatori e viale delle Sirene.
A prima vista potrebbe sembrare una buona notizia. Gli alberi avevano effettivamente bisogno di manutenzione e da tempo residenti e frequentatori del Lido ne segnalavano la necessità. Peccato che il problema non sia la potatura in sé, ma il momento in cui si è deciso di eseguirla.
Quegli stessi pini avrebbero richiesto un intervento mesi fa. L’assenza di manutenzione ha infatti portato a una crescita incontrollata delle chiome, tanto che oggi gli operai sono costretti a lavorare in condizioni più complicate, occupando ampie porzioni della carreggiata e creando inevitabili disagi alla circolazione.

Ma il vero nodo della questione è un altro. Chiunque abbia una minima conoscenza della gestione del verde sa che il periodo più indicato per la potatura dei pini marittimi è quello compreso tra l’inverno e l’inizio della primavera, quando la pianta si trova in riposo vegetativo. In questa fase l’albero subisce meno stress, la perdita di linfa è ridotta e si abbassano sensibilmente i rischi legati all’attacco di parassiti e malattie.
A giugno, invece, la situazione è diametralmente opposta. Le piante sono nel pieno della ripresa vegetativa, ricche di linfa e impegnate nelle loro principali attività biologiche. Intervenire in questo periodo significa sottoporle a uno stress maggiore e aumentare il rischio di conseguenze negative per la loro salute.
La domanda, quindi, nasce spontanea: se la necessità di intervenire era evidente da mesi, perché si è aspettato proprio l’arrivo dell’estate? Possibile che non si sia riusciti a programmare un’attività ordinaria di manutenzione in uno dei periodi più adatti dell’anno?

Ancora una volta sembra emergere un problema che ormai accompagna molte scelte amministrative: la mancanza di programmazione. Si interviene quando non è più possibile rimandare, senza tenere conto dei tempi tecnici e delle migliori pratiche. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: lavori eseguiti in ritardo, maggiori disagi per cittadini e automobilisti e il rischio di arrecare danni proprio a quel patrimonio verde che si dovrebbe tutelare.
Perché la manutenzione del verde pubblico non dovrebbe essere una corsa contro il tempo, ma il frutto di una pianificazione attenta. E su questo fronte, purtroppo, Tarquinia continua a mostrare più di una lacuna.

