CIVITAVECCHIA – Copertine e prime pagine che non s’arrestano. Non potrebbe esser altrimenti. Perché parliamo di uno dei progetti sportivi più straordinari della pallanuoto nazionale. La favola della Nautilus Civitavecchia, realtà geografica che oggi soffre enormi problematiche di impiantistica sportiva natatoria con quei lavori di riqualificazione al Palagalli per cui quella luce in fondo al tunnel proprio ancora non si vede, che tra mille difficoltà è riuscita a scrivere anno dopo anno pagine di storia via via sempre più giganti: in cinque anni, dalla B… all’Europa.
Nel 2025 la storica promozione in massima serie, nel 2026 l’altrettanto prima storica salvezza nelle acque più prestigiose della pallanuoto italiana, l’olimpo della Serie A1. Una salvezza, col successo di sabato a Viterbo che ha condannato la Brizz alla retrocessione in A2, che non soltanto ha consacrato la Nautilus Civitavecchia, bensì l’ha teletrasportata verso galassie europee, quella della Conference Cup. Dalla B all’Europa, in soli cinque anni, incredibile ma vero.
Dall’ambizione e la fame della colonna portante di tutti questi anni a bordo vasca, il direttore tecnico ed allenatore Daniele Lisi, alle idee ed ai progetti del club, della dirigenza e dell’organigramma verdazzurro. Fino a chi quell’idea nemmeno troppo tempo fa la cullava per sé e che oggi, giorno dopo giorno, è riuscito a trasformarla in realtà: Alberto Braccini. Già, il patron e presidente verdazzurro, dalla fondazione all’Europa. Con le sue risorse, i suoi investimenti, i suoi sacrifici, la voglia d’andar sempre oltre l’ostacolo malgrado le condizioni fossero quelle di un mar in tempesta. E l’ha fatto infondendo al club i suoi valori, la sua passione, la sua identità. La Nautilus oggi è una famiglia di straordinario successo, sì, ma pur sempre una famiglia.
E Braccini, in esclusiva, racconta percorso, emozioni, sfumature e riflessioni in esclusiva. Così.
Cronistoria di un progetto mozzafiato:
“Se guardiamo indietro, risultati impressionanti. Abbiamo bruciato ogni tappa. Da una B stradominata senza perder alcuna partita, al volo in A2 per un progetto in A1 in cinque anni. Abbiamo anticipato almeno di una stagione. Ma se mi voltassi indietro, rifarei tutto. E con le stesse persone, soprattutto. Perché abbiamo costruito qualcosa di veramente importante. Questa è l’emozione che mi scorre lungo la schiena e che si riflette a livello sì societario, ma soprattutto negli occhi delle ragazze, le vere artefici esclusive di questa cavalcata. Loro, assieme al tecnico Lisi, sono state eccezionali: hanno tirato fuori tutto quello che avevano”.
L’ennesimo storico traguardo raggiunto:
“Guardando le statistiche, le società che salgono non riescono a mantener la categoria al primo anno d’A1: è come se avessimo vinto di nuovo un campionato. Pertanto l’emozione è doppia, proprio per le maniere con cui siamo riusciti a centrar l’obiettivo: per noi, di agevole o semplici, quest’anno non c’è stato assolutamente nulla”.
Lisi colonna portante:
“La permanenza di Lisi è fuori discussione. Il progetto Nautilus è nato con lui e così andrà avanti. E’ chiaro che abbia estimatori nel mondo nazionale della pallanuoto femminile, è chiaro che resti sotto i riflettori, perché quando raggiungi determinati traguardi in queste condizioni non potrebbe esser altrimenti. Daniele ha lavorato in condizioni quasi disperate: sarebbe agevole allenare con risorse illimitate e con impiantistica all’avanguardia, invece il mister ha dovuto non solo pensare a come allenare, ma anche e soprattutto a dove allenare. Pertanto il nostro progetto tecnico è Daniele Lisi e la parte tecnica continuerà ad essere Daniele Lisi”.
Che tipo di obiettivi prefisserete, Presidente, per la prossima stagione?
“Ripartiremo per mantener la categoria, sicuramente. Ma l’obiettivo, come ben sapete, rimane migliorarci costantemente, anno dopo anno. Abbiamo chiuso ottavi, vogliamo migliorare la nostra posizione in classifica: ci siamo piazzati alle spalle del Bogliasco, in A1 da oltre un decennio. Siamo stati la neopromossa migliore, ottenendo già un miglioramento notevole. Tra l’altro chiudendo la finale in crescendo. Ci sarà altresì la coppa europea: le italiane in Europa hanno sempre fatto bene, quest’anno Cosenza ha vinto la Conference, cercheremo di andar più avanti possibile, far esperienza e toglierci soddisfazione. Mai partire sconfitte, anche in campo intercontinentale la missione sarà approcciare le gare nella maniera migliore, perché abbiamo visto che se vogliamo possiamo metter in difficoltà tante realtà”.
E sul mercato? Che tipo d’estate si prevede all’orizzonte?
“Beh, è tempo anche per noi di riposare un attimino. Adesso è presto. Sicuramente apporremo miglioramenti, una volta ascoltate esigenze e richieste del tecnico. Organizzeremo una serie di riunioni per capire, con allenatore e direttore sportivo, anche in base alle risorse del club, dove poter intervenire. Ci sarà movimento sia in entrata che in uscita, perché è chiaro che come Lisi anche le nostre ragazze si sono messe in mostra e nutrono richieste. Ascolteremo naturalmente anche loro, per comprendere le loro intenzioni. Qualcosa in entrata, comunque, senz’altro si muoverà. Senz’altro arriverà una straniera, da tempo ci siamo mossi a sondar qualche nuova atleta, ma non ci saranno stravolgimenti”.
Su dirigenza ed organigramma:
“Plauso, infine, ai tanti dirigenti. C’è chi non viene menzionato spesso, chi ha lavorato sottotraccia, chi ha realizzato dietro le quinte un lavoro egregio: togliendo peso di tante organizzazioni a me o allenatore stesso, proprio a loro va il nostro più sentito grazie di cuore. In tanti resteranno, ma qualcosina cambierà: nella prossime riunione del CDA, ascolteremo e prenderemo decisioni”.
Stavolta l’Amministrazione di Civitavecchia supporterà?
“Non penso proprio che il prossimo anno giocheremo a Civitavecchia, nella maniera più assoluta. Non abbiamo avuto più confronti con l’Amministrazione, c’è ben poca chiarezza ormai da mesi, non sappiamo minimamente le cose come stanno. Mi sembra evidente, anche leggendo le parole del delegato allo sport, che i lavori allo Stadio del Nuoto non siano finiti per l’estate: ci vorrà molto più tempo. Il nuovo campionato di Serie A1 inizierà a settembre, tornare a Civitavecchia mi sembra impraticabile. Evidentemente l’Amministrazione non riesce a comprendere come già entro 20 giorni società del nostro genere debba chiedere spazi vasca a centri federali come può esser Viterbo, non possiamo dar parola per poi rimangiarcela. Non facciamo pertanto minimo affidamento all’impiantistica locale, con ogni probabilità saremo costretti ad emigrare ed andar fuori nuovamente. Noi come tutte le altre pallanuotistiche locali. Siamo molto sfiduciati. Continui rinvii, continue proroghe: c’è gran silenzio e solo tanti forse. Vedo un altro anno di passione e processione. A parte la Nautilus, un vero peccato per tutte le società civitavecchiesi”.

