MADRID – Subito Mourinho. Ufficiale, proprio nei minuti in cui partiva il Mondiale d’America. Come se il Madrid, con la notizia più attesa, volesse testar ancora la sua grandezza distogliendo attenzione dall’evento in quel momento più atteso, il fischio d’inizio della kermesse iridata, oltreoceano.
L’annuncio del ritorno di José Mourinho, scelta di Florentino Perez, per tornare a vincere: una scelta forte e mediatica, una scossa per tutto l’ambiente, da rilanciare dopo due anni senza titoli che se ti chiami Real non possono che corrispondere alla parola fallimento.
Ma Mou ha già cominciato a far Mou. L’effetto si vede. Allenatore, sì, ma manager. Con ampi poteri sul mercato. I primi colpi lo dimostrano. E stanotte, s’è pure dilettato a far il primo scherzetto di quelli di una volta. Soffiando clamorosamente al Barcellona, e pur all’Atletico che sullo sfondo aspettava sperava evidentemente invano, addirittura Bernardo Silva. Solo riscontri, l’ex Man City sarà un giocatore del Real.
L’accelerazione segreta nelle ultime 48 ore. Mou ha incendiato la chat whatsapp del suo connazionale, tra chiamate e messaggi, per persuaderlo a sposare il Madrid. Quando ti chiama Mou appena tornato al Real, dopo anni ed anni di Guardiola, non puoi che accettare: concluderai la carriera allenato dai due dei più grandi. Ha lasciato Manchester a parametro zero perché la famiglia voleva sole, voleva riavvicinarsi a casa: sarà Spagna, ma non Catalogna. Un colpo basso, duro da digerire per Laporta e per i blaugrana, che già pregustavano il lusitano.
Bernardo Silva porta esperienza e mentalità ad un gruppo che deve tornare a vincere. Porta soprattutto cultura tattica, lui, allenatore in campo. Perfetto per Mou. Ecco che già si vede la mano dello Special One nei nuovi acquisti del nuovo corso madridista: con Dumfries e Konaté fisicità, con Bernardo esperienza e cultura. Il nuovo Real inizia già a parlare del lessico calcistico tanto caro a José, che sta già plasmando la nuova creatura a sua immagine e somiglianza.

