SAN MARTINO AL CIMINO (VT) – Un vero e proprio sold out, con la sala conferenze al gran completo e molti dei presenti rimasti in piedi pur di non perdersi neanche un intervento. Si è aperta così, nel pomeriggio di ieri, la seconda edizione del Convegno Nazionale “Città Ideali”, ospitato nella splendida cornice del Balletti Park Hotel di San Martino al Cimino. L’evento, promosso dall’associazione Human Connection APS e dalla sua presidente Giulia Marchetti, si è rivelato un’occasione di altissimo livello per riflettere a tutto tondo sul significato filosofico, urbanistico e sociale dell’abitare. A testimoniare il peso specifico dell’incontro, un parterre istituzionale di grande rilievo: in prima fila la sindaca di Viterbo Chiara Frontini, il vicesindaco Alfonso Antoniozzi, l’assessore Emanuele Aronne, il consigliere di maggioranza Marco Nunzi e la consigliera d’opposizione Lina Delle Monache. Al loro fianco, il Questore Giorgio Di Munno, il Vescovo della Diocesi di Viterbo S.E. Mons. Orazio Francesco Piazza e le diverse delegazioni delle città coinvolte nella rete nazionale, tra cui i rappresentanti del Comune di Sabbioneta.
Il dibattito è entrato nel vivo affrontando il tema nevralgico della tutela paesaggistica. Il delegato della Soprintendenza ha infatti focalizzato il suo intervento sulla necessità di difendere il concetto di “territorio ideale”, portando come esempio virtuoso il recente stop imposto dal Consiglio dei Ministri al posizionamento di 13 pale eoliche nel viterbese. Un’infrastruttura certamente utile sul fronte energetico, ma giudicata incompatibile e troppo impattante per un territorio dal delicato equilibrio naturalistico e dalla forte vocazione turistica. L’orizzonte storico e spirituale è stato poi ampliato da Padre Rocco Ronzani dell’Ordine di Sant’Agostino, il quale, in vista dell’anniversario della morte del Santo nel 2030, ha offerto un prezioso excursus sulla “Città di Dio”: un viaggio attraverso l’evoluzione di un pensatore inizialmente legato a una visione materialistica, ma che, grazie al contatto con gli studiosi neoplatonici, ha saputo scoprire e teorizzare la via dell’interiorità.
A toccare le corde più profonde della platea è stato il lungo e denso intervento del Vescovo Orazio Francesco Piazza, intitolato “Utopia/Eutopia”. Il cuore del suo messaggio è stata l’urgenza di conquistare una «dignità vivibile», tracciando la rotta verso il “luogo buono” (l’Eutopia, appunto). Monsignor Piazza ha invitato i presenti a domandarsi cosa consegneremo ai posteri, esortando a costruire una qualità dell’abitare capace di sposare la pietra con i reali bisogni umani. Ragionare in prospettiva e con positività, ha spiegato, è l’unico modo per raggiungere gli obiettivi di una società armoniosa in cui solidarietà e cooperazione siano la base della vita quotidiana. Per fare questo, lo sguardo dell’uomo deve rinnovarsi, servendosi di un’architettura solidale che rispetti l’ambiente e non snaturi l’identità originale dei luoghi. Un compito che richiede la formazione di un’etica forte, interculturale e consapevole di chi siamo e di dove viviamo.
A chiudere il cerchio della prima giornata ci ha pensato il vicesindaco Alfonso Antoniozzi con una riflessione intrisa di pragmatismo e visione politica. «Una città ideale forse non esiste e mai esisterà», ha affermato, trasformando però questa consapevolezza in uno stimolo per Viterbo e per le altre amministrazioni. Il concetto di “Città Ideale” diventa così un trampolino di lancio, il diritto inalienabile di sognare, crescere e non smettere mai di lavorare. L’obiettivo supremo di chi amministra, ha sottolineato Antoniozzi, deve essere quello di pensare sempre alle generazioni future, avendo anche il coraggio di portare avanti progetti che sul momento potrebbero apparire incompresi dai cittadini di oggi. Un’eredità di idee che traghetta direttamente ai lavori di oggi, sabato 13 giugno: una seconda giornata dedicata alla discussione del Manifesto delle Città Ideali e ai tavoli di co-progettazione, cuore pulsante di un progetto nato per dischiudere San Martino al Cimino all’Italia e all’Europa creando una solida rete di collaborazioni.












