RECCO – Una sconfitta che fa male, anzi malissimo. Che brucia tanto. E sarà destinata ad ardere ancora per mesi e mesi. Perché perdere l’appuntamento più importante della pallanuoto europea è sempre doloroso. Stavolta niente Champions, in casa Pro Recco. Sarebbe stato l’epilogo da sogno dopo due anni di ricostruzione. Invece, l’appuntamento con la dodicesima stella resta evidentemente rinviato a data da destinarsi.
La Coppa dei Campioni del 2026 va alla rivelazione assoluta della stagione europea, specialmente per quanto scritto in queste Final Four a Malta: prima battuti ai rigori i campioni d’Europa in carica del Ferencvaros, quindi ribaltato Recco in finalissima. Doppio colpo grosso che significa storia in sole 48 ore: tripudio in Catalogna al rientro all’aeroporto dei beniamini blaugrana.
E brucia assai in casa Recco perché i ragazzi di Sukno avevano evidentemente interpretato la partita perfettamente nei primi due quarti: compatti dietro e freddissimi davanti, con 8 su 8 superiorità trasformate. Avanti di tre, nel finale è cambiato tutto: 17 a 16 per gli ospiti, che mettono il musetto avanti e non si fanno più riprendere. Se ne vanno col bottino grosso, sotto gli occhi del neo patron Behring, che questo Recco l’ha ricostruito da quelle che sembravano potenziali ceneri, due anni fa, quando lasciò storia Volpi.
Un peccato, ma siamo sicuri che l’opportunità ricapiterà. Quel che fa male è che Di Fulvio lascia senza Champions. Anzi, destino beffardo: ha visto trionfare davanti ai suoi occhi quelli che saranno i suoi prossimi compagni di squadra. Il suo futuro, ormai s’è capito, viaggia sempre più a tinte blaugrana. Nel Barceloneta esultano tra l’altro Echenique e Velotto, a proposito di ex. Storie e destini d’elite della pallanuoto europea. Per Recco, adesso, resta il campionato: mantenere l’egemonia domestica diventa l’imperativo minimo all’immediato orizzonte biancoceleste.

