Non c’è pace. Nuove accuse di doping per Alex Schwazer. Il marciatore altoatesino, per una carriera dai successi più grandi agli abissi più profondi per squalifiche e sospensioni, prova ancora a recitar ruolo da protagonista, perché di tramontare ancora sembra non volerne sapere; ma poco fa, ha subito un’altra batosta.
Stavolta si tratta della NADA tedesca. Per l’esattezza, l’Agenzia Nazionale Antidoping della Germania. Che in un comunicato, spiega: “L’Agenzia Nazionale Antidoping tedesca (NADA) ha avviato un procedimento disciplinare nei confronti del marciatore italiano Alex Schwazer per una possibile violazione delle norme antidoping, sulla base dei requisiti formali del Codice Mondiale Antidoping (WADC21)/Codice Nazionale Antidoping (NADC21) e del regolamento antidoping della Federazione tedesca di atletica leggera (DLV). La NADA ha sospeso provvisoriamente l’atleta. La NADA ha inoltre presentato denuncia alla procura competente ai sensi della legge antidoping. La sostanza eritropoietina (sostanza di classe S.2 nella Lista delle sostanze proibite dell’Agenzia Mondiale Antidoping), nota anche come EPO, è stata rilevata sia nei campioni di urina che in quelli di sangue prelevati dall’atleta durante i Campionati tedeschi di marcia su strada”.
Ricostruendo nel dettaglio, al centro dell’accusa c’è una gara in Germania di fine aprile. A Kelsterbach, dove sancì il primato nazionale nei 42 km; un risultato che gli aveva fatto sperare nella convocazione azzurra per l’Europeo di Birmingham, prima che la nazionale italiana invece facesse comunque altre scelte. Adesso, anche questa gara è incriminata. Al centro, così come l’Odissea del 2012, torna l’incubo dell’Epo. Già, quell’Eritropoietina che gli costò le Olimpiadi di Londra e tre anni di squalifica. Adesso è stato sospeso in via cautelare. A 41 anni, forse, questa è la batosta definitiva su una carriera segnata da squalifiche e sospensioni.

