L’antidoto alla fretta abita a Grotte di Castro: torna il Festival del Pensare. E “aggancia” Viterbo 2033
Cronaca
23 Giugno 2026
L’antidoto alla fretta abita a Grotte di Castro: torna il Festival del Pensare. E “aggancia” Viterbo 2033
Dal 10 al 12 luglio la seconda edizione del festival. Il direttore scientifico Orzi: «L'AI ci travolge, serve senso critico». E per spiegare le trappole della mente i neuroscienziati "arruolano" un illusionista

VITERBO – In un’epoca in cui l’algoritmo confeziona la risposta prima ancora che l’uomo abbia finito di formulare la domanda, c’è un lembo di Tuscia che decide di tirare il freno a mano. Non per nostalgia del passato, ma per urgenza di sopravvivenza cognitiva.

Torna da venerdì 10 a domenica 12 luglio “InCastro – Festival del Pensare”, e lo fa dismettendo i panni dell’esperimento estivo per rimettere al centro della scena i meccanismi biologici e sociali con cui interpretiamo il mondo. La seconda edizione, presentata allo Spazio Attivo Lazio Innova di Viterbo, accetta infatti il “corpo a corpo” con l’Intelligenza Artificiale e la tenuta della psiche di fronte al bombardamento dei bit.

«Siamo sommersi da una mole di informazioni che non riusciamo più a decifrare senza i giusti strumenti», ha sintetizzato il direttore scientifico Francesco Orzi. «L’AI ci apre scenari straordinari, ma ci espone a manipolazioni. InCastro vuole essere un’arma collettiva di difesa contro le fake news. L’obiettivo non è consumare un evento in tre giorni, ma creare un presidio di pensiero che resti vivo tutto l’anno».

Basta scorrere il programma di Piazza Matteotti per capire che non si tratterà di salotti generici, ma di una clinica della percezione. A vivisezionare la realtà saranno chiamati, tra gli altri, l’Accademico dei Lincei Enrico Alleva, l’epistemologo della Sapienza Gilberto Corbellini, il neuroscienziato Pietro Pietrini (IMT Lucca), Francesco Fornai (Pisa) e il fisico dell’IIT Sauro Succi, orchestrati dallo stesso Orzi e dalla voce di Paolo Conte, colonna della divulgazione di Rai Radio3.

Eppure, la mossa più raffinata del festival sta nel palinsesto serale. Per spiegare i bias cognitivi e le fragilità del cervello, i professori hanno convocato un illusionista: il Campione italiano di magia Luca Terranova (Novas Mago). Perché in fondo, svelare il trucco di un prestigiatore sul palco è l’allenamento analogico perfetto per disinnescare la grande illusione digitale dei nostri feed.

Che Grotte di Castro stia tracciando un “Modello Tuscia” alternativo lo si legge però nella filigrana del bilancio. Il sindaco Antonio Domenico Rizzello ha infatti rivendicato una scelta in netta controtendenza rispetto ai colleghi amministratori: «Il nostro Comune investe un euro in cultura per ogni euro speso in lavori pubblici. È una scelta di campo per dare un taglio a quella visione al ribasso che per troppo tempo ha definito i nostri paesi». Una scommessa che, come ricordato dal moderatore Massimiliano Capo, ha già pagato lo scorso anno attirando oltre mille spettatori “fuori sede”.

Un fermento intercettato dalla cabina di regia provinciale: il festival è stato il primo evento in assoluto a ricevere il logo di “Viterbo Tuscia Capitale Europea della Cultura 2033”.

«Un’intuizione d’oro, che nel Viterbese mancava» ha chiosato Giulio Curti, direttore di Spazio Attivo Lazio Innova, che sabato mattina porterà in piazza i FabLab per testare dal vivo l’impatto tra macchine e pensiero. Il patrocinio dell’Università della Tuscia e il supporto di realtà come Caffè Menerva, Fondazione Miraglia e Coop Amiatina chiudono il cerchio.

Le coordinate per rimettere in moto la logica sono già tracciate sul sito www.incastro-festival.com. Pensare costa fatica; a Grotte di Castro, d’ora in poi, è una questione di sopravvivenza.