Viterbo – Forza Italia rilancia l’asse con Frontini e perde altri pezzi: “Viterbo al centro, basta polemiche”
Cronaca
25 Giugno 2026
Viterbo – Forza Italia rilancia l’asse con Frontini e perde altri pezzi: “Viterbo al centro, basta polemiche”

Dopo Giacomo Barelli, anche l’ex sindaco Giulio Marini – stavolta un vero pezzo da 90 per il partito – ha deciso di lasciare gli azzurri dopo le ultime tensioni interne e le provinciali

VITERBO – Mentre il dibattito politico continua a infiammarsi dopo la firma del patto federativo tra Forza Italia e il movimento civico di Chiara Frontini, gli azzurri provano a spostare l’attenzione sui contenuti e sulle priorità amministrative della città.

Lo fanno con un messaggio pubblicato sui canali ufficiali di Forza Italia Provincia di Viterbo, nel quale il partito rivendica la bontà dell’accordo sottoscritto con la sindaca e respinge le accuse piovute da più parti negli ultimi giorni.

“I fatti superano le chiacchiere estive – scrivono gli azzurri –. La nascita del patto federativo tra il movimento civico e Forza Italia, ratificato a livello nazionale, nasce con un unico scopo: garantire stabilità, risorse e risposte concrete a Viterbo”.

Un messaggio che arriva in una fase particolarmente delicata per il partito guidato in provincia da Alessandro Romoli. Se da una parte la dirigenza rivendica il nuovo corso e la collaborazione con l’amministrazione Frontini, dall’altra continuano ad arrivare segnali di malumore da una parte del mondo forzista storico.

Dopo l’addio annunciato da Giacomo Barelli, infatti, nelle ultime ore si registra anche il passo indietro dell’ex sindaco Giulio Marini, figura storicamente legata alla tradizione berlusconiana cittadina.

Secondo quanto trapela dagli ambienti politici locali, a pesare sulla decisione dell’ex primo cittadino sarebbero stati sia gli ultimi sviluppi dell’alleanza con il movimento civico della sindaca sia le tensioni maturate durante la recente tornata provinciale, comprese alcune pressioni ricevute affinché il voto seguisse determinate indicazioni interne.

Una situazione che certifica come il nuovo asse Frontini-Romoli stia producendo effetti importanti anche all’interno dello stesso partito.

Nel frattempo Forza Italia tira dritto e rivendica il proprio ruolo di sostegno all’amministrazione comunale.

“Non ci interessano le polemiche della vecchia politica isolata – prosegue il comunicato –. Ci interessa il futuro del territorio. Per questo il peso istituzionale di Forza Italia sarà un motore d’impulso quotidiano e costruttivo per l’amministrazione Frontini”.

Gli azzurri sostengono di aver già definito un’agenda di priorità che verrà portata all’attenzione della maggioranza.

Tra i punti indicati figurano il rafforzamento della sicurezza attraverso maggiori controlli sul territorio, interventi sul decoro urbano, un piano straordinario per il rilancio del centro storico, il sostegno alle attività commerciali, nuovi spazi dedicati ai giovani e una maggiore attenzione alle frazioni.

“Abbiamo scritto un’agenda precisa, basata sulle reali necessità dei cittadini, e pretenderemo risposte”, sottolinea il partito.

Particolarmente significativo anche il passaggio finale. “Mentre gli altri si dividono e cercano il conflitto, noi ci siamo messi al lavoro da subito. La politica del fare e del buon governo abita qui”.

Parole che fotografano la strategia scelta dagli azzurri: trasformare il patto con Chiara Frontini da semplice accordo politico a vero e proprio progetto amministrativo.

Resta però il dato politico.

Se l’obiettivo dichiarato era quello di rafforzare Forza Italia sul territorio, i primi effetti dell’operazione sembrano raccontare anche un’altra storia. Nel giro di pochi giorni il partito ha dovuto registrare l’uscita di Giacomo Barelli, le crescenti tensioni con una parte del centrodestra e, adesso, anche l’allontanamento di Giulio Marini, uno dei pochi esponenti ancora identificati con il berlusconismo delle origini.

Per questo, mentre il nuovo asse con Frontini prende forma, dentro Forza Italia qualcuno inizia a chiedersi se il prezzo politico dell’operazione non stia diventando più alto del previsto.