Lutto a Viterbo: addio a Pio Marcoccia, l’ex sindaco e architetto che ha ridisegnato il territorio
Cronaca
29 Giugno 2026
Lutto a Viterbo: addio a Pio Marcoccia, l’ex sindaco e architetto che ha ridisegnato il territorio
Con lui scompare un protagonista assoluto della storia recente di Viterbo, un professionista e un cittadino illustre che ha saputo tradurre il suo amore per la comunità in un impegno concreto e duraturo

VITERBO – La città piange la scomparsa di Pio Marcoccia, figura di primissimo piano della scena politica e civile della Tuscia, venuto a mancare la scorsa notte all’età di 80 anni. Ex primo cittadino, consigliere comunale e provinciale, Marcoccia ha lasciato un’impronta indelebile non solo nelle istituzioni locali, ma anche nella conformazione urbanistica della città e della sua provincia.

Nato a Perugia nel 1946, aveva conseguito la laurea in architettura a Roma nel 1971, per poi eleggere Viterbo a sua città d’adozione. Qui ha costruito una solida e stimata carriera come architetto e urbanista, riuscendo sempre a coniugare la professione tecnica con un profondo impegno civico. La sua visione ha plasmato numerosi Piani Regolatori Generali della provincia, tra cui quelli di Marta, Valentano, Canino, Vitorchiano e Arlena di Castro. Di fondamentale importanza fu anche il suo contributo al piano particolareggiato del centro storico viterbese nel 1974. Tra gli interventi urbanistici e architettonici che portano la sua firma spiccano i complessi residenziali Edimil a Bagnaia e l’Edilconsult in viale Diaz, la complessa trasformazione dell’area dell’ex molino Torlonia, gli alloggi per l’Iacp, numerose ville private e l’albergo Eurotel di Fiano Romano.

Il suo percorso politico, saldamente radicato nei valori della Democrazia Cristiana, ha attraversato una stagione cruciale per il Viterbese. Entrato per la prima volta nel consiglio comunale del capoluogo nel 1975, fu riconfermato con ampio consenso nel 1980 e nel 1985. Dopo aver maturato esperienza come assessore, nel febbraio del 1986 venne eletto sindaco, raccogliendo il testimone da Silvio Ascenzi. Mantenne la guida di Palazzo dei Priori fino al 1989, venendo poi eletto anche in consiglio provinciale nel 1988.

Nel panorama politico locale, Marcoccia si è sempre distinto per il suo tratto gentile ma fermo. Chi ha condiviso con lui l’esperienza amministrativa lo ricorda come un uomo dalle spiccate doti umane, sempre disponibile all’ascolto e capace di porsi come un punto di riferimento rassicurante. Uomo guidato da una fede autentica, ha affrontato la vita e le complessità dell’amministrazione pubblica con estrema integrità morale, coraggio e schiena dritta.

È stato un amministratore aperto al confronto e al dialogo costruttivo, doti che lo hanno reso una vera e propria guida per le generazioni di politici che lo hanno succeduto, ai quali non ha mai fatto mancare supporto, consigli e un’amicizia attenta. Un attaccamento alle istituzioni, il suo, rimasto vivo fino all’ultimo: ha suscitato profonda ammirazione la sua recente apparizione in consiglio comunale in occasione delle celebrazioni per gli 80 anni del primo insediamento. Pur segnato dalla sofferenza fisica, aveva voluto esserci, offrendo un’ultima testimonianza di quella presenza autorevole e autentica che ha caratterizzato tutta la sua vita.

Con Pio Marcoccia scompare un protagonista assoluto della storia recente di Viterbo, un professionista e un cittadino illustre che ha saputo tradurre il suo amore per la comunità in un impegno concreto per lo sviluppo e la trasformazione del territorio.