VITERBO – Le immagini raccontano più di qualsiasi parola. Scale sporche, siringhe abbandonate, edifici occupati, rifiuti e angoli della città che sembrano essere stati lasciati al proprio destino.
È questa la realtà che abbiamo documentato nel quartiere San Faustino di Viterbo, dove i residenti denunciano una situazione che, giorno dopo giorno, sarebbe diventata sempre più difficile da sostenere.

Da tempo il quartiere viene indicato da cittadini e commercianti come una delle principali piazze di spaccio della città. Un fenomeno che, secondo chi vive nella zona, ha modificato profondamente il volto di San Faustino, tanto che molti raccontano di riconoscere sempre meno i vicini di un tempo e di assistere a un continuo via vai di persone provenienti da fuori quartiere.
Uno dei problemi più sentiti riguarda gli immobili di edilizia residenziale pubblica. Secondo quanto riferiscono i residenti, numerosi appartamenti Ater sarebbero stati occupati abusivamente nel corso degli anni. Alcuni vengono sgomberati, ma, raccontano, dopo poco tempo tornano nuovamente a essere occupati.
A preoccupare è anche un vecchio locale, anch’esso di proprietà Ater, che da tempo sarebbe diventato un rifugio di fortuna. Alcuni residenti e una fonte da noi raccolta riferiscono che al suo interno avverrebbero consumi di sostanze stupefacenti e che vi sarebbero episodi di sfruttamento legati alla tossicodipendenza. Si tratta di circostanze che richiedono l’accertamento delle autorità competenti.
Le sostanze che circolerebbero nella zona sarebbero soprattutto cocaina, crack ed eroina. Una nostra fonte segnala inoltre la possibile comparsa di fentanyl, un oppioide sintetico estremamente potente che negli ultimi anni ha destato grande preoccupazione in diversi Paesi. Al momento, tuttavia, non risultano conferme ufficiali sulla sua effettiva diffusione nel quartiere.
Con l’arrivo dell’estate la situazione igienico-sanitaria, secondo chi vive a San Faustino, sarebbe ulteriormente peggiorata. In alcuni punti del quartiere l’odore provocato da deiezioni umane renderebbe difficile persino attraversare i vicoli.
Particolarmente delicata è la situazione segnalata nei pressi dell’ingresso dell’asilo nido ONMI. Le scale illuminate, raccontano i residenti, vengono spesso utilizzate come punto di ritrovo da persone che fanno uso di sostanze stupefacenti. Sul posto vengono rinvenute frequentemente siringhe usate e tracce di sangue, uno scenario che preoccupa profondamente le famiglie costrette a transitare ogni giorno con bambini piccoli.
Tra gli abitanti cresce anche il timore per la sicurezza. Diverse persone raccontano di evitare di uscire nelle ore serali, sostenendo che dopo una certa ora muoversi in alcune vie del quartiere sia diventato motivo di apprensione. Secondo alcune testimonianze raccolte, gruppi di diversa provenienza si contenderebbero le aree più redditizie per lo spaccio.
Il sentimento dominante tra i residenti storici è quello dell’abbandono. C’è chi denuncia di aver presentato numerose segnalazioni negli anni senza vedere cambiamenti sostanziali e chi sostiene che la presenza delle forze dell’ordine non sia sufficiente a fronteggiare un fenomeno percepito come ormai radicato.
Le soluzioni, secondo molti cittadini, esistono e dovrebbero passare da controlli costanti, recupero degli immobili abbandonati, riqualificazione urbana, interventi sociali per contrastare le dipendenze e una presenza stabile dello Stato nel quartiere.
Le fotografie che accompagnano questo reportage mostrano uno spaccato di San Faustino che merita attenzione. Perché dietro il degrado non ci sono soltanto edifici fatiscenti o spazi pubblici trascurati, ma una comunità che chiede di poter tornare a vivere il proprio quartiere in sicurezza.



