CASSINO, 16 LUG – La Procura di Cassino ha avviato un fascicolo sull’incendio che per tre giorni ha messo a dura prova lo stabilimento di trattamento rifiuti Remat a San Giorgio a Liri. Gli investigatori stanno cercando di chiarire l’origine del rogo e mantengono aperte tutte le piste, dal possibile incidente all’ipotesi dolosa. Terminata l’attività di spegnimento dei Vigili del Fuoco, i tecnici effettueranno i rilievi all’interno dei resti dell’impianto. La Procura ha affidato le indagini ai Carabinieri della Compagnia di Pontecorvo con il supporto del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Latina.
Contestualmente, Arpa Lazio è stata incaricata di un monitoraggio continuo e urgente della qualità dell’aria, del suolo e delle acque, controlli che avranno anche valore probatorio. L’Agenzia ha già rilevato la presenza di diossine nell’area coinvolta. Al momento il procedimento è contro ignoti: il procuratore capo Carlo Fucci precisa che si procederà per accertare eventuali responsabilità penali, valutando le fattispecie che emergeranno dagli accertamenti.
Si indaga in particolare per incendio o incendio colposo, per verificare se il rogo sia riconducibile a un atto volontario o a violazioni delle norme di sicurezza. Considerata la propagazione delle fiamme ai terreni agricoli circostanti, si valuterà anche l’applicabilità dell’art. 423‑bis c.p. in materia di incendio boschivo. Gli accertamenti verificheranno inoltre la sussistenza di reati ambientali, come l’inquinamento o il disastro ambientale, qualora emerga un danno significativo e misurabile alle matrici ambientali. Infine, saranno approfondite eventuali ipotesi di gestione illecita dei rifiuti e di rimozione o omissione dolosa delle cautele antinfortunistiche sul lavoro.

