Sequestrati all’Aeroporto di Fiumicino 62 chili d’oro “non autorizzato”
Cronaca
21 Luglio 2026
Sequestrati all’Aeroporto di Fiumicino 62 chili d’oro “non autorizzato”

ROMA – I finanzieri del comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma, insieme ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), hanno eseguito il sequestro amministrativo di una quota di oro da investimento per un controvalore di 2.210.415 euro presso lo scalo aeroportuale di Fiumicino.

Il provvedimento ha interessato 12 lingotti d’oro puro, dal peso complessivo di oltre 62 chilogrammi, per un valore totale stimato superiore a 8 milioni di euro.

Il metallo prezioso è stato individuato nel corso delle ordinarie attività di controllo sui flussi di passeggeri in arrivo, quando le Fiamme Gialle del Gruppo di Fiumicino e il personale di ADM hanno sottoposto a ispezione i bagagli di due viaggiatori provenienti dalla Spagna. La successiva verifica ha consentito di rinvenire i lingotti, introdotti nel territorio dello Stato in totale assenza della prescritta documentazione doganale. Sotto il profilo normativo, l’operazione si fonda sulle disposizioni introdotte dal Decreto Legislativo n. 211 del2024, che ha adeguato l’ordinamento nazionale al Regolamento (UE) 2018/1672 relativo ai controlli sul denaro contante in entrata e in uscita dall’Unione Europea.

Tale provvedimento ha esteso e dettagliato la definizione legale di contante, includendovi espressamente sia l’oro da investimento sia l’oro ad alta purezza destinato a successiva fusione o lavorazione industriale.

La norma stabilisce che i trasferimenti di oro “al seguito” del passeggero debbano obbligatoriamente formare oggetto di una dichiarazione doganale preventiva, da presentarsi prima del passaggio effettivo dei confini di Stato.

A fronte della totale omissione di tale adempimento e del superamento della soglia di liceità per la libera circolazione transfrontaliera di capitali, fissata a 10.000 euro, ha trovato applicazione il quadro sanzionatorio previsto dal Decreto Legislativo n. 195 del 2008.In particolare, l’articolo 4 del  decreto impone alle autorità operanti l’obbligo di procedere al sequestro amministrativo a garanzia della sanzione pecuniaria, quantificato in questo specifico caso per un valore superiore ai 2.2 milioni di euro.