Massafra (Cgil): “Attacco ai funzionari dello Stato impegnati nel contrasto al caporalato”
SEZZE – “Esprimo la più ferma condanna per il grave atto intimidatorio compiuto ai danni degli ispettori del lavoro dell’Ispettorato Territoriale di Latina, le cui auto di servizio sono state vandalizzate al termine di un’attività di controllo in un’azienda agricola di Sezze, conclusasi con l’adozione di un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per gravi violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro”.
A dichiararlo, in una nota, è il segretario generale della Cgil Frosinone-Latina Giuseppe Massafra.
“Si tratta di un episodio di estrema gravità che rappresenta un attacco non solo ai funzionari dello Stato impegnati nel contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo, ma all’intero sistema di tutela dei diritti e della legalità. Colpire chi è chiamato a vigilare sul rispetto delle norme significa tentare di intimidire lo Stato e chi opera quotidianamente per garantire dignità, sicurezza e giustizia nei luoghi di lavoro .
Questo episodio evidenzia, ancora una volta, l’atteggiamento senza scrupoli di chi continua a fare profitto sulla pelle dei lavoratori, calpestando diritti fondamentali e reagendo con la violenza e l’intimidazione quando vengono messi in discussione interessi illeciti consolidati. È il segno evidente – prosegue Massafra -di un degrado sociale e culturale che va contrastato con la massima fermezza, rafforzando l’azione di controllo, il presidio dello Stato sul territorio e la collaborazione tra tutte le istituzioni, le forze dell’ordine e le organizzazioni sindacali. Non può esserci alcuna zona franca in cui sfruttamento, caporalato e illegalità possano prosperare.
Esprimo piena solidarietà e vicinanza agli ispettori coinvolti e a tutto il personale impegnato quotidianamente in un lavoro tanto delicato quanto indispensabile. È necessario che a questo vile gesto corrisponda una risposta forte e unitaria delle istituzioni e della società civile. Nessun atto intimidatorio potrà fermare chi opera per affermare la legalità e difendere i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Al contrario, episodi come questo rafforzano la convinzione che la battaglia contro il caporalato, lo sfruttamento e ogni forma di illegalità nel lavoro debba proseguire con ancora maggiore determinazione”.

