Svolta sul litorale dell’Alto Lazio: il Marta torna nei limiti dopo 15 anni, mare promosso da Pescia Romana a Santa Marinella
Cronaca
27 Luglio 2026
Svolta sul litorale dell’Alto Lazio: il Marta torna nei limiti dopo 15 anni, mare promosso da Pescia Romana a Santa Marinella

TARQUINIA – Ottime notizie per il mare dell’Alto Lazio. I monitoraggi effettuati da Goletta Verde di Legambiente premiano il tratto di costa che va da Pescia Romana a Santa Marinella: tutti i punti campionati tra la provincia di Viterbo e il litorale a nord di Roma sono risultati entro i limiti di legge. Il dato più significativo riguarda la foce del fiume Marta, al Lido di Tarquinia, che torna nella norma dopo ben quindici anni consecutivi di risultati negativi.

I campionamenti, eseguiti tra l’8 e il 21 luglio, hanno interessato complessivamente 24 punti lungo il litorale laziale. Nel complesso regionale quattro sono risultati fortemente inquinati e altri quattro inquinati, ma il tratto dell’Alto Lazio si distingue per i risultati ampiamente positivi.

Nel Viterbese entrambi i punti monitorati hanno superato le analisi microbiologiche. È risultato entro i limiti il campione prelevato alla foce del fiume Fiora, a Marina di Montalto di Castro, così come quello alla foce del Marta, al Lido di Tarquinia. Proprio quest’ultimo rappresenta la novità più importante dell’edizione 2026 di Goletta Verde.

«Ci sono anche buone notizie: la foce del Marta, al Lido di Tarquinia, risultata fuori dai limiti negli ultimi 15 anni, quest’anno è dentro i limiti – ha dichiarato Federica Barbera, portavoce di Goletta Verde –. È il segnale che anche i punti critici possono migliorare se si investe sull’efficientamento del sistema di depurazione. Siamo sempre felici quando un punto che era inquinato risulta entro i limiti, perché è il risultato che speriamo di osservare in tutti i punti critici delle nostre coste».

Anche il primo punto monitorato nella provincia di Roma, quello della foce del canale lungo la via Aurelia, nel territorio di Santa Marinella, è risultato entro i limiti, confermando il buono stato delle acque in questo tratto di costa.

La situazione cambia invece procedendo verso sud. A Marina di Cerveteri il campione prelevato alla foce del Fosso Zambra è stato classificato come inquinato, mentre alla foce del Rio Vaccina, a Ladispoli, le analisi hanno evidenziato valori fortemente inquinati, tra i più critici del litorale romano.

A livello regionale, Legambiente invita comunque a non interpretare i risultati come una classifica della balneabilità dell’intero litorale, ma come un monitoraggio mirato dei punti più delicati, generalmente in prossimità di foci di fiumi e canali.

«Non diamo patenti di balneabilità e non ci sostituiamo alle autorità competenti – ha spiegato Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio –. Il nostro obiettivo è individuare le criticità, spesso presenti in aree molto frequentate dai bagnanti, affinché vengano individuate le cause e si intervenga per risolverle. I risultati saranno trasmessi ai Comuni, alla Regione, alle autorità competenti e ai gestori del servizio idrico per favorire un lavoro condiviso volto a migliorare la qualità del nostro mare».

I campioni di Goletta Verde vengono analizzati attraverso parametri microbiologici, verificando la presenza di enterococchi intestinali ed Escherichia coli, gli indicatori utilizzati dalla normativa nazionale per valutare la qualità delle acque di balneazione.

Per il litorale dell’Alto Lazio il bilancio è dunque decisamente positivo: dalla foce del Fiora fino a Santa Marinella, passando per il Marta, le acque monitorate risultano conformi ai limiti di legge, con il ritorno alla normalità della foce del Marta che rappresenta uno dei dati più incoraggianti dell’intera campagna 2026 di Goletta Verde.