Trent’anni dal congresso di Rieti: le origini della “Generazione Atreju”
Politica
30 Luglio 2026
Trent’anni dal congresso di Rieti: le origini della “Generazione Atreju”

ROMA – A trent’anni dal congresso di Rieti del 27 e 28 luglio 1996, l’area della destra ricorda la nascita di Azione Giovani come uno snodo fondamentale di un percorso politico che, dopo una lunga evoluzione, avrebbe condotto Giorgia Meloni alla guida del governo. In quel contesto, successivo alla svolta di Fiuggi e alla nascita di Alleanza Nazionale, il Fronte della Gioventù, il Fuan e Fare Fronte Universitario confluirono in un’unica organizzazione giovanile, destinata – come sottolinea la ricostruzione del Secolo d’Italia – a formare una parte significativa dell’attuale classe dirigente di Fratelli d’Italia.

Nel corso del congresso fu eletto segretario Basilio Catanoso, indicato come candidato condiviso al termine di una mediazione complessa che, secondo i protagonisti dell’epoca, consentì di evitare il trasferimento delle divisioni interne al partito nella nuova struttura giovanile. Un passaggio ricordato anche dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, allora esponente del Fronte della Gioventù, che lo descrive come il momento in cui prevalse una linea unitaria.

Da quell’esperienza prese forma anche la cosiddetta “Generazione Atreju”, ossia il gruppo di dirigenti cresciuti nelle organizzazioni giovanili della destra e destinati negli anni successivi ad assumere incarichi di rilievo nelle istituzioni. Tra le tappe simboliche di questo percorso viene citato il congresso di Viterbo del 2004, che portò all’elezione di una giovane Giorgia Meloni alla guida di Azione Giovani.

Il congresso di Rieti segnò inoltre l’inizio di una fase di rinnovamento politico e culturale, con l’obiettivo di superare il nostalgismo post-missino, aggiornare linguaggi e classe dirigente e aprire il movimento a nuove tematiche, dal volontariato all’ambiente fino al mondo dell’impresa. A distanza di tre decenni, quella stagione viene riletta come una vera e propria palestra politica da cui è emersa gran parte dell’attuale classe dirigente di Fratelli d’Italia e dell’esecutivo guidato da Meloni, considerato l’esito di un percorso avviato proprio con le assise di Rieti del 1996.