Morte Simonetta Cesaroni, dopo 36 anni si analizzano sette nuovi dna
Cronaca
31 Luglio 2026
Morte Simonetta Cesaroni, dopo 36 anni si analizzano sette nuovi dna

ROMA – A trentasei anni dall’omicidio di Simonetta Cesaroni, la Procura di Roma continua a esplorare nuove piste investigative. Secondo un’esclusiva pubblicata da la Repubblica, gli inquirenti hanno acquisito i profili genetici di sette persone, che pur non essendo mai state formalmente indagate, gravitavano attorno all’ambiente di via Poma all’epoca dei fatti. I campioni biologici, riferisce il quotidiano, sarebbero stati raccolti in modo discreto e saranno confrontati con le tracce di Dna ancora disponibili sui reperti sequestrati dopo il delitto del 7 agosto 1990. In particolare, gli accertamenti riguardano i residui biologici individuati sugli indumenti indossati da Simonetta Cesaroni, uccisa con 29 coltellate negli uffici degli Ostelli della Gioventù, nel quartiere Prati di Roma.

Il 4 giugno la procura ha disposto un “accertamento tecnico irripetibile” affidato ai Ris dei carabinieri. Le sette persone a cui apparterrebbero i dna non sono mai entrate formalmente nell’inchiesta e sarebbero cinque uomini e due donne. Secondo quanto emerge si tratta di cinque professionisti, di cui uno di altissimo livello, e due persone molto vicine a chi lavorava negli uffici di via Poma. L’attività investigativa prosegue dopo che il giudice per le indagini preliminari aveva respinto la richiesta di archiviazione, invitando gli inquirenti a proseguire gli approfondimenti. Da allora il Nucleo investigativo dei Carabinieri, coordinato dal pubblico ministero Alessandro Lia, ha ripreso l’esame dell’intero fascicolo. Negli ultimi mesi sono stati riascoltati numerosi testimoni, rivalutati alibi, riesaminati documenti e ricostruiti rapporti personali tra le persone che frequentavano il palazzo di via Poma. L’obiettivo è ricostruire con la maggiore precisione possibile presenze, movimenti e contatti registrati il giorno dell’omicidio. Le moderne tecniche di genetica forense consentono analisi molto più sofisticate rispetto a quelle disponibili negli anni Novanta, da qui potrebbe arrivare la svolta.