Viterbo – Ancora siringhe a terra: l’allarme arriva dal Murialdo, a pochi passi da parchi e scuole
Cronaca
1 Agosto 2026
Viterbo – Ancora siringhe a terra: l’allarme arriva dal Murialdo, a pochi passi da parchi e scuole

VITERBO – Ancora siringhe abbandonate. Ancora l’ombra dell’eroina che torna a materializzarsi nelle strade di Viterbo. Dopo via della Palazzina e il quadrante di Trinità-San Faustino, questa volta la segnalazione arriva dal Murialdo, precisamente da via Nino Bixio.

Le immagini delle siringhe usate, lasciate direttamente sull’asfalto, hanno suscitato forte preoccupazione tra i residenti. Non soltanto per il segnale evidente del consumo di stupefacenti, ma soprattutto per il contesto nel quale il ritrovamento è avvenuto.

Proprio di fronte a via Nino Bixio si trova infatti un parco pubblico, frequentato quotidianamente da famiglie e bambini. E nelle immediate vicinanze sorgono diversi istituti scolastici, tra cui i plessi Vanni e Canevari, con scuole dell’infanzia, primaria e secondaria. Un’area dunque tutt’altro che marginale della città, dove la presenza di una siringa abbandonata diventa anche un problema concreto di sicurezza per i più piccoli.

Il ritrovamento arriva inoltre in un quartiere che da tempo è finito sotto i riflettori proprio per le problematiche legate a spaccio, degrado e sicurezza. Il parco di via Carlo Cattaneo, a poca distanza dalle scuole Vanni e Canevari, era già stato interessato da interventi delle forze dell’ordine e, nei mesi scorsi, da arresti per droga.

Non è quindi un episodio che arriva completamente inatteso. È, piuttosto, un nuovo campanello d’allarme che si aggiunge a una serie di segnali ormai difficili da ignorare.

Dal centro storico al Murialdo: la mappa delle siringhe si allarga

La cronologia delle ultime settimane racconta una situazione che appare sempre più diffusa.

A luglio erano state rinvenute siringhe usate e un cucchiaio metallico in via della Palazzina, provocando l’allarme di residenti e commercianti.

Pochi giorni prima, un’altra denuncia aveva riguardato il quadrante di San Faustino e Trinità, nel cuore della città, con segnalazioni relative al consumo di crack ed eroina in strada e alla presenza di siringhe abbandonate in prossimità di luoghi frequentati anche da bambini.

Adesso il fenomeno ricompare al Murialdo.

E non è la prima volta. Nelle scorse settimane erano state segnalate altre siringhe anche in strada della Pila, altra zona del quartiere, nei pressi di un’area verde dotata di pista da skateboard. Un luogo che da mesi i residenti indicano come problematico per episodi di microcriminalità e dove si era verificato anche un arresto legato alla droga.

Un quartiere che chiede di non essere dimenticato

Il problema, dunque, non riguarda soltanto la presenza degli stupefacenti. C’è una questione più ampia che riguarda il progressivo deterioramento degli spazi pubblici.

Il Murialdo, fino a non molti anni fa considerato uno dei quartieri residenziali più qualificati di Viterbo, da tempo convive con illuminazione insufficiente, aree verdi degradate, vandalismi, problemi di manutenzione e situazioni che favoriscono l’insicurezza.

Una situazione documentata più volte anche dalle segnalazioni dei residenti. Nel dicembre 2024, proprio parlando del parco del Murialdo, venivano segnalati problemi di illuminazione, fili elettrici scoperti, voragini e frequenti episodi di spaccio.

Nel marzo 2025, invece, i cittadini denunciavano condizioni di degrado in diverse aree del quartiere, comprese zone verdi destinate ai bambini.

E nell’agosto dello stesso anno arrivava un’ulteriore denuncia sulla situazione del quadrante Barco-Murialdo, con particolare riferimento a buche, illuminazione, vandalismo e condizioni dei parchi.

L’amministrazione era già stata chiamata in causa

Il nuovo ritrovamento riporta inevitabilmente alla mente anche quanto accaduto dopo la scoperta delle siringhe in via della Palazzina. In quell’occasione l’amministrazione comunale, attraverso l’assessore Giancarlo Martinengo, delegato al verde pubblico, aveva ammesso pubblicamente quanto la situazione avesse sorpreso l’amministrazione.

Ora il problema si ripresenta, in un altro quartiere e in un contesto altrettanto delicato.

Perché una siringa abbandonata non è soltanto un rifiuto. È la traccia materiale di qualcosa che è accaduto poco prima: qualcuno ha consumato droga in quel luogo e poi ha lasciato l’ago dove avrebbe potuto trovarlo chiunque.

E quando quel luogo è davanti a un parco, vicino a una scuola e all’interno di un quartiere densamente abitato, la questione assume inevitabilmente un peso diverso.

Il nodo non è soltanto lo spaccio

Le forze dell’ordine continuano a intervenire e gli arresti non sono mancati. La stessa attività investigativa degli ultimi anni ha permesso di colpire reti di spaccio che operavano anche nel Murialdo e in altri quartieri della città: l’operazione Athena 2023, ad esempio, ha portato complessivamente a 22 arresti nell’ambito di un’indagine sul traffico di stupefacenti a Viterbo.

Ma accanto all’attività repressiva resta un problema diverso, che riguarda la prevenzione e la vivibilità degli spazi pubblici.

Illuminare adeguatamente un parco, mantenerlo pulito, eliminare rapidamente i rifiuti pericolosi, garantire manutenzione e presenza sul territorio significa anche rendere più difficile che determinati luoghi diventino punti di ritrovo per chi spaccia o consuma droga.

È il cosiddetto presidio del territorio, che non può essere affidato esclusivamente alle pattuglie.

E oggi il Murialdo torna a presentare il conto.

Una siringa davanti a delle case, nei pressi immediati di una scuola, non è soltanto l’immagine di una città che deve fare i conti con l’emergenza droga. È anche il simbolo di uno spazio pubblico che rischia di essere sottratto alla sua funzione naturale: essere vissuto dalle famiglie, dai bambini e dai residenti.

Dopo via della Palazzina, San Faustino, Trinità e strada della Pila, la domanda diventa inevitabile: quante altre segnalazioni serviranno prima che il problema venga affrontato come una vera emergenza di sicurezza e di degrado urbano?