Dal bianconero al bianconero. Già, ma stavolta dalle zebre alle aquile. Ma non s’offonda nessuno: stavolta parliamo di un bianconero non all’altezza del precedente.
Dusan Vlahovic ha sciolto le riserve e scelto definitivamente il suo futuro. Era già andato ad Istanbul, a metà luglio. Doveva ancora iniziare il vero e proprio ritiro precampionato del suo mentore, Vincenzo Italiano, da giugno allenatore del Besiktas. Italiano che ha spinto, spinto assai: flirtato e persuaso, aiutato chiaramente dai convincenti argomenti economici messi sul piatto dal club, alla fine non poteva più ostinarsi.
Pure Dusan Vlahovic dunque sbarca sul Bosforo. Sbarca ad Istanbul. O meglio, è già sbarcato. E’ successo stanotte, quando nonostante l’ora fosse quasi proibitiva, l’indomabile passione del popolo bianconero ha invaso l’aeroporto: solite scene, fuochi e fumogeni, mani in alto e primi cori, identitari e folkloristici, con cui il centravanti serbo ha voluto presentarsi e subito farsi voler bene da una piazza che, ricevuta notizia, è subito letteralmente impazzita.
Alla fine, ricostruendo, Vlahovic ha scelto i soldi. Ha scelto i soldi, ha scelto l’offerta faraonica ha scelto l’aspetto prettamente economico per decretare il prossimo passo della sua carriera. 10 milioni netti, quelli che chiedeva alla Juve, che a quei livelli non avrebbe più partecipato.
Ma s’è voltato, s’è guardato attorno, per tutta la seconda metà di luglio e forse fino ormai a Ferragosto. Ha evidentemente sperato che in qualche modo potessero pervenir offerte da lidi più prestigiosi, magari la Premier o l’Atletico. Così non è stato: solo sondaggi, nessuno è andato oltre. Alla fine Vlahovic ha tagliato la testa al toro: ha scelto calcio turco e Besiktas a soli 26 anni.

