TARQUINIA – È tornata alla famiglia la salma di Manfredi Capoccia, il 34enne tarquiniese morto nella notte tra mercoledì 12 e giovedì 13 agosto nelle acque antistanti il litorale di Tarquinia.
Al termine dell’ispezione esterna effettuata sul corpo, l’autorità giudiziaria ha concesso il nulla osta alla restituzione della salma, consentendo così ai familiari di procedere con l’organizzazione dei funerali.
Capoccia, nato a Tarquinia il 23 dicembre 1991 e residente nella zona dell’Infernaccio, era stato recuperato senza vita intorno alle 3 del mattino, dopo una lunga operazione di ricerca scattata poco dopo la mezzanotte.
Secondo quanto ricostruito finora, una coppia avrebbe visto il 34enne entrare in mare vestito nella zona compresa tra il Porticciolo e Porto Clementino. I due avrebbero poi notato l’uomo allontanarsi a nuoto verso il porticciolo, dando l’allarme.
Quando i soccorritori sono arrivati sul posto, durante le ricerche sarebbero state udite anche richieste di aiuto provenienti dal mare. Vigili del fuoco e Guardia costiera hanno quindi avviato le operazioni di ricerca, successivamente ampliate con ulteriori uomini e mezzi e con l’allertamento anche dell’elicottero dell’Esercito di Pratica di Mare.
Dopo alcune ore, il corpo è stato individuato e recuperato dal personale della Capitaneria di porto.
Inizialmente l’identità della vittima non era stata accertata. Il corpo, trasferito al porto di Civitavecchia, era stato sottoposto agli accertamenti della Polizia giudiziaria e della Polizia scientifica, che avevano permesso di risalire all’identità di Manfredi Capoccia.

