CIVITAVECCHIA – Sono queste le grandi campionesse. Quelle che nel momento più complicato non solo sanno rispondere, ma pure esaltarsi. Tra mille vergognose critiche, tra chi sui social sosteneva quanto e come non fosse più la stessa accusandola addirittura di qualche chilo in più, Manila Esposito ha spiegato a tutta Italia quanto sia ancora e sempre una delle ginnaste migliori di questi anni azzurri. Civitavecchia se l’è coccolata, l’ha difesa, l’ha fatta sentir protetta. E l’atleta dell’AS Gin ha replicato. Ancora una volta, straordinaria protagonista e stella splendente agli Europei di Zagabria. Una kermesse che contava tantissimo, soprattutto per metter a tacere chi minava le sue qualità, le sue condizioni, il suo 2026. Un argento.. ed un oro. Se alla trave solo per colpa di qualche sbavatura nel finale non è arrivata la medaglia d’oro, qualche minuto più tardi nella serata di Ferragosto in Croazia è addirittura arrivato il gradino più alto del podio e lo stesso metallo più splendente nel corpo libero. 13.700 per la giuria: s’è messa seduta, con calma e consapevolezza, fiera di quel che avesse già raggiunto. Nessuno, nei minuti successivi, sarebbe stato più in grado di totalizzar punteggio simile. E dunque Inno di Mameli. Il volto iconico è sempre lo stesso, sempre lei. Il volto di Civitavecchia, in giorni in cui la città tirrenica sognava e soffiava alla stessa maniera alle spalle di Ballarati a Parigi. L’orgoglio cittadino ancora sul tetto d’Europa. Gustiamocelo, un fenomeno del genere. Altro che critiche. Ma lei, Queen Manila, ancora una volta più forte di tutte.. e tutto.

