LADISPOLI – Il controllo parte dall’alto, soprattutto quando dalla strada è difficile vedere cosa si nasconde tra la vegetazione o nelle zone più isolate del litorale. È quello che è avvenuto anche a Ladispoli, dove la Polizia di Stato ha utilizzato i droni nell’ambito di un’operazione contro gli accampamenti abusivi condotta sul litorale romano.
Il servizio ha coinvolto anche Ostia e, in particolare, la pineta delle Acque Rosse. Ma per Ladispoli il monitoraggio aereo ha rappresentato uno strumento per individuare più facilmente eventuali tende e insediamenti improvvisati presenti nelle aree costiere.
I droni utilizzati appartengono all’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura di Roma. Una volta individuate dall’alto le situazioni da verificare, le pattuglie possono essere indirizzate direttamente nei punti interessati, evitando di dover effettuare una ricerca estesa sul terreno.
Alle attività hanno preso parte anche gli elicotteri del I Reparto Volo della Polizia di Stato, che opera dalla base di Pratica di Mare.
Il litorale rappresenta un ambiente particolarmente complesso per le attività di controllo. Non ci sono soltanto gli arenili frequentati durante il giorno, ma anche aree retrostanti, vegetazione e punti meno accessibili nei quali un accampamento può essere difficilmente individuato da una pattuglia.
È proprio in questo spazio meno visibile che la tecnologia può fare la differenza. Il drone permette infatti di osservare porzioni di territorio più ampie e di individuare strutture che dalla strada possono risultare completamente nascoste.
L’operazione del 17 agosto ha interessato anche il territorio di Ostia, dove il sorvolo della pineta delle Acque Rosse, all’interno della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, ha consentito di localizzare insediamenti nascosti dalla vegetazione. Le pattuglie del X Distretto Lido sono quindi intervenute nelle aree segnalate.
Per Ladispoli, invece, non sono stati resi pubblici al momento numeri dettagliati relativi agli accampamenti individuati o alle persone eventualmente identificate. È quindi prematuro quantificare l’esito dell’intervento oltre quanto ufficialmente comunicato.
Il fenomeno dei bivacchi e dei campeggi non autorizzati torna periodicamente al centro dell’attenzione sul litorale di Ladispoli, soprattutto nei giorni di maggiore affluenza.
Durante l’estate la pressione sulle spiagge aumenta e, insieme alle presenze regolari, possono comparire tende e sistemazioni temporanee utilizzate per trascorrere la notte. Una situazione che pone questioni legate non soltanto al decoro, ma anche alla sicurezza, all’igiene e alla corretta fruizione degli spazi pubblici.
I controlli effettuati in questi giorni mostrano quindi un approccio che non si limita alle pattuglie sul terreno. La ricognizione con i droni permette di ottenere una fotografia più completa del territorio e di concentrare successivamente gli interventi nei punti individuati.
Per una città costiera come Ladispoli, dove nei mesi estivi la presenza di persone aumenta sensibilmente, il monitoraggio dall’alto diventa così uno strumento aggiuntivo per individuare situazioni irregolari che altrimenti potrebbero rimanere nascoste.

