ROMA – Una società del settore turistico-alberghiero, un mutuo da oltre 3 milioni di euro garantito dallo Stato e un relais storico in Toscana finito sotto sequestro. È lo scenario ricostruito dalla Guardia di Finanza di Roma nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura capitolina.
Gli accertamenti sono nati da una segnalazione di operazione sospetta e hanno portato i finanzieri a ricostruire movimenti finanziari, assetti societari e disponibilità patrimoniali riconducibili ai soggetti coinvolti.
Secondo l’ipotesi investigativa, la società utilizzata per ottenere il finanziamento sarebbe stata formalmente intestata a persone terze, così da nascondere la sua effettiva riconducibilità e sottrarre i beni alle possibili conseguenze delle misure di prevenzione patrimoniale.
L’operazione sarebbe culminata nel giugno 2024, quando la società avrebbe ottenuto un finanziamento superiore a 3 milioni di euro assistito dalla garanzia pubblica prevista dalla legge 662 del 1996.
Per accedere al credito, secondo quanto emerso dall’indagine, sarebbero state presentate informazioni non veritiere.
In particolare, gli investigatori contestano la reale destinazione degli investimenti e la situazione economica della società. Il capitale sociale sarebbe stato incrementato fittiziamente proprio per raggiungere uno dei requisiti richiesti per l’erogazione del mutuo.
Una parte dell’operazione avrebbe inoltre riguardato un immobile di pregio a Roma, che secondo gli accertamenti sarebbe stato destinato al godimento personale di uno degli indagati anziché all’attività dichiarata dalla società.
Con il finanziamento sarebbero stati acquistati anche gli immobili riconducibili alla struttura ricettiva toscana.
L’inchiesta coinvolge complessivamente quattro persone, indagate a vario titolo per i reati di indebita percezione di erogazioni pubbliche, trasferimento fraudolento di valori e formazione fittizia del capitale.
Il Tribunale di Roma ha disposto due sequestri preventivi per un valore complessivo di circa 3 milioni di euro, considerato dagli investigatori il profitto illecito dell’operazione.
Un primo sequestro, pari a 1,3 milioni di euro, era stato eseguito nell’aprile dello scorso anno. Il secondo, per circa 1,7 milioni, è attualmente in corso e riguarda anche il relais storico in Toscana, oltre alle disponibilità finanziarie degli indagati.
Nell’indagine è emerso inoltre che il principale indagato e un suo familiare erano già stati destinatari di un provvedimento di confisca di prevenzione per oltre 180 milioni di euro, eseguito dalla Guardia di Finanza nel 2023.
L’inchiesta resta nella fase preliminare. Si tratta quindi di ipotesi investigative e la responsabilità degli indagati potrà essere affermata soltanto con una sentenza irrevocabile di condanna.

