Civita Castellana, è scontro sugli ingressi della città: «Il regolamento comunale non può valere solo sulla carta»
Politica
21 Agosto 2026
Civita Castellana, è scontro sugli ingressi della città: «Il regolamento comunale non può valere solo sulla carta»
L’opposizione contesta l’avviso pubblico per la cura degli ingressi: «Undici giorni sono troppo pochi per una partecipazione vera». Parroccini, Coletta e La Bella annunciano un’istanza di annullamento in autotutela

CIVITA CASTELLANA – È polemica a Civita Castellana sull’avviso pubblico promosso dall’Amministrazione comunale per la cura e la valorizzazione degli ingressi della città. A sollevare la questione sono i consiglieri di opposizione Claudio Parroccini, Simonetta Coletta e Giuseppe La Bella, che contestano soprattutto tempi e modalità della procedura e annunciano la presentazione di un’istanza di annullamento in autotutela.

Il punto centrale della contestazione riguarda il termine fissato per presentare le proposte: appena undici giorni. Un periodo che, secondo i consiglieri, non sarebbe sufficiente per garantire una partecipazione effettivamente ampia.

«Se l’obiettivo era coinvolgere cittadini, associazioni e realtà del territorio – sostengono – sarebbe stato necessario adottare tempi più adeguati e modalità capaci di favorire una partecipazione effettiva, non soltanto formale».

Ma la critica va oltre la questione dei tempi. Nel mirino finisce infatti il Regolamento comunale sull’amministrazione condivisa dei beni comuni, che secondo l’opposizione fisserebbe principi precisi in materia di pubblicità, imparzialità, parità di accesso e partecipazione.

«Quel regolamento che dovrebbe orientare l’azione amministrativa – attaccano i consiglieri – sembra essere stato considerato, ancora una volta, più come un’indicazione facoltativa che come una regola da applicare».

Da qui anche una stoccata all’Amministrazione, con una domanda volutamente provocatoria: «L’Amministrazione ha davvero intenzione di raccogliere proposte oppure l’avviso è stato costruito con tempi e modalità tali da rendere la partecipazione più difficile del necessario?».

E ancora: «Ci auguriamo, naturalmente, che non si tratti di una procedura pensata per arrivare a un esito già ampiamente prefigurato».

L’opposizione chiarisce di non mettere in discussione l’obiettivo dell’iniziativa. «Non siamo contrari alla cura e alla valorizzazione degli ingressi di Civita Castellana. Al contrario, riteniamo che si tratti di un obiettivo importante».

La contestazione, dunque, riguarda il metodo. «Il nostro rilievo non riguarda l’obiettivo dell’avviso, che condividiamo, ma il metodo seguito dall’Amministrazione: tempi eccessivamente ristretti, insufficienti garanzie di trasparenza e una procedura che, a nostro giudizio, non assicura pienamente condizioni di parità e partecipazione».

I consiglieri ricordano inoltre che il regolamento sull’amministrazione condivisa dei beni comuni fu approvato durante la precedente Amministrazione anche con il loro contributo. «Lo consideriamo uno strumento utile per promuovere la partecipazione dei cittadini e valorizzare le energie positive della comunità».

Proprio per questo, sostengono, sarebbe ancora più grave non applicarne puntualmente le disposizioni.

«Le regole che ci si è dati non possono essere utilizzate soltanto quando risultano convenienti: devono essere rispettate sempre, soprattutto quando si promuovono iniziative che incidono sulla partecipazione e sull’utilizzo degli spazi pubblici».

La polemica assume quindi una dimensione più generale e investe il rapporto tra Amministrazione e cittadini. «La partecipazione non può essere soltanto annunciata: deve essere garantita. La trasparenza non può essere una parola da inserire negli atti o nei comunicati: deve guidare ogni scelta amministrativa. E i regolamenti comunali non possono essere rispettati a corrente alternata».

Parole particolarmente dure arrivano sul piano della gestione amministrativa. Secondo Parroccini, Coletta e La Bella, «l’ennesimo mancato rispetto delle regole e dei principi di trasparenza non rappresenta soltanto un problema formale», ma sarebbe il segnale di «improvvisazione e una preoccupante superficialità nell’azione amministrativa».

L’opposizione si prepara quindi a passare dalle dichiarazioni ai fatti. Parroccini, Coletta e La Bella depositeranno un’istanza di annullamento in autotutela dell’avviso pubblico, nella quale saranno indicate, spiegano, le ragioni per cui la procedura non sarebbe conforme al regolamento comunale.

«Nell’istanza saranno indicate in modo dettagliato le ragioni per cui, a nostro giudizio, l’avviso non rispetta il Regolamento dell’Ente», spiegano i consiglieri, con particolare riferimento «ai tempi di presentazione delle proposte, agli obblighi di trasparenza e ai principi di partecipazione, imparzialità e parità di trattamento».

La conclusione è un vero e proprio manifesto politico dell’opposizione: «Civita Castellana merita amministrazione, trasparenza e regole uguali per tutti, non procedure costruite in fretta e destinate a suscitare più interrogativi che partecipazione».